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NUOVA ERA

Primo consiglio comunale del Giordani bis: «Padova diventerà la città delle persone»

Insediamento del nuovo consiglio comunale. Antonio Foresta nominato presidente del parlamentino di Palazzo Moroni. Tra i banchi dell'opposizione anche Francesco Peghin: «Portatori di una visione diversa della città»

«Non vi nascondo che sono emozionato, perché questo è un momento che ha in sé anche una forte carica simbolica». Ha iniziato con queste parole il secondo mandato il rieletto sindaco, Sergio Giordani. Questa sera (5 luglio) c'è stato il primo consiglio comunale della nuova formazione del parlamentini di Palazzo Moroni, che avrà come presidente Antonio Foresta. Giordani ha fatto un lungo discorso davanti ai consiglieri (tra cui il candidato sindaco del centrodestra, Francesco Peghin) sui suoi obiettivi.

Responsabilità

«Abbiamo, tutti, una grande responsabilità. Sarò il Sindaco di tutte le padovane e i padovani, di quelli che hanno scelto il nostro progetto amministrativo come di quelli che hanno preferito altre proposte, ma anche di tutti i padovani che per molte ragioni hanno scelto di non recarsi alle urne – le parole di Giordani - .Molti padovani mostrano una critica profonda, se non un rifiuto verso la politica e chi amministra la cosa pubblica, questo a livello locale come nazionale, visto che la percentuale di astensionismo cresce anno dopo anno.

Frecciata a Peghin

«Tra le cose che certamente i cittadini non sopportano più, c’è il linguaggio, urlato, sempre sopra le righe, che al confronto e alle proposte preferisce l’insulto, -anche a importanti cariche istituzionali -  e il dileggio dell’avversario politico come purtroppo abbiamo visto, -e la cosa mi ha amareggiato molto - anche negli ultimi giorni di questa campagna. Linguaggio e toni che non mi sono mai appartenuti e che ho sempre criticato e chiesto di accantonare nei luoghi istituzionali così come nelle piazze e sui social. Sono certo che in questo Consiglio non accadranno mai fatti del genere e che il confronto politico, anche aspro, sarà sempre svolto con toni civili e nell’interesse  solo dei cittadini. Non ho la pretesa e la presunzione di poter invertire da solo un trend del genere, ma noi tutti dobbiamo fare in modo, con il nostro agire, di smentire tutti i luoghi comuni negativi sulla politica e sulla amministrazione pubblica».

Consiglieri comunali

«Dobbiamo convincere i cittadini più scettici che candidarsi alla carica di consigliere comunale è un atto d’amore per la propria città e che il voto è un elemento fondamentale di partecipazione. La campagna elettorale è finita, è il momento di lavorare tutti assieme per il futuro della nostra città. Dobbiamo farlo in armonia e collaborazione, tra di noi e con le altre istituzioni come abbiamo fatto negli scorsi cinque anni. Oggi inizio il mio secondo mandato. Quando ho deciso di ricandidarmi lo ho fatto perché, con tutta la squadra con cui ho lavorato nei cinque anni appena terminati, e che ringrazio, abbiamo impostato un progetto e una visione di città per il prossimo futuro, complessa e articolata, che mette al centro le persone».

Covid

«Un progetto che abbiamo studiato, pensato, e iniziato a realizzare e che, alla luce anche del risultato elettorale che ci ha premiato, vogliamo portare a termine, non per noi, ma per tutta la città. Abbiamo attraversato cinque anni difficili, segnati in modo indelebile, dalla pandemia che ha sconvolto e rivoluzionato le nostre vite. Non posso non soffermarmi su questo evento epocale. Ho imparato molte cose nei mesi più duri della pandemia: ho conosciuto persone smarrite e travolte dagli avvenimenti, perché colpiti dalla malattia o messi in ginocchio dal blocco di ogni attività economica. Persone letteralmente con le lacrime agli occhi alle quali il più delle volte potevamo dare solo parole di conforto. Ma ho conosciuto anche migliaia di padovani donne e uomini, ragazzi e anziani, che si sono spesi oltre ogni limite, spesso mettendo a rischio anche la loro salute per aiutare, dare una mano, trovare soluzioni a situazioni sconosciute. Non parlo solo del personale medico e sanitario, di tutte le donne e gli uomini delle forze dell’ordine, ma anche dell’incredibile popolo dei volontari che mi hanno fatto capire quale sia la forza e la qualità di questa città».

La rinascita

«Padova ha in sé la forza e le capacità per rinascere e guardare al futuro con ottimismo, pur consapevole che lo scenario mondiale, soprattutto a causa della guerra in Ucraina, - ma non solo - ci pone davanti ad altre sfide non meno difficili, a partire da quella del cambiamento climatico e della rapidissima rivoluzione digitale in cui siamo immersi. Abbiamo ottenuto risultati straordinari, come il sigillo Unesco per i nostri cicli affrescati del ‘300, il riconoscimento di Capitale Europea del Volontariato, prima città italiana a riceverlo, abbiamo cancellato il complesso di Via Anelli, simbolo di degrado al posto del quale sorgerà la Questura, abbiamo piantato 20 mila alberi, abbiamo avviato la realizzazione di opere che cambieranno la città, mi limito a ricordare il Nuovo Ospedale  e le due nuove linee di tram».

Continuità

«Lavoreremo in continuità con quanto abbiamo fatto nei primi cinque anni e a guidarci saranno gli stessi principi adottati fino ad oggi:  evitare le polemiche inutili, le liti e le cattiverie lavorando con lealtà e nel rispetto reciproco per il bene della città; mantenere Padova al centro dei nostri interessi, mettendo da parte pressioni politiche e logiche di schieramento nazionali che nulla hanno a che vedere con la città; usare parole di verità senza ingannare i cittadini, anche perché ricorrere al consenso ad ogni costo crea alla lunga solo problemi; infine ricordare che il compito di una Amministrazione seria è collaborare lealmente con tutti ad ogni livello indipendentemente dal colore politico, per il bene della propria città. Abbiamo intitolato questo documento, non per caso, “La Città delle Persone”»

La città delle Persone

«La Città delle Persone è quella che investe perché le nuove linee del Tram non siano solo la realizzazione di opere importanti, ma uno strumento che avvicina i Quartieri e i cittadini a tutti i servizi in modo economico ed ecologico. La Città delle Persone è quella che riqualifica tutta l'area della Stazione Ferroviaria non soltanto per avere un “biglietto da visita” migliore per la Città, ma per costruire, proprio in quel luogo, condizioni di assoluta sicurezza assieme a opportunità di maggiore integrazione e convivenza civile. La Città delle Persone lavora perché il riconoscimento Unesco e la Candidatura a Capitale Italiana della Cultura rappresentino un volano per imprese, commercio e per creare occasioni di buona occupazione per i giovani. Questi tre esempi vogliono rappresentare, dunque, l'approccio che questa Amministrazione intende avere: ogni azione deve poter contare su di un connesso percorso socioculturale che ne esalti e ne faccia cogliere appieno le opportunità, dirette e indirette».

Sanità

«Portare la sanità nei quartieri, vicino alla gente non è in contraddizione con la realizzazione del nuovo Polo Ospedaliero a Padova Est, o meglio con la presenza nei prossimi anni in città di due importanti strutture ospedaliere, quella in centro, ristrutturata e rinnovata, e quella nuovissima che sorgerà nella zona est della città. Due strutture complementari che permetteranno alla sanità della nostra città, strettamente legata all’eccellenza della nostra  Università, di mantenere quel primato che le è riconosciuto a livello regionale e nazionale».

Progetti

«Abbiamo grandi aree che dovranno essere recuperate e valorizzate e che sono importanti opportunità per tutta la città. Non solo il quadrante della Stazione, ma anche l’ex PP1, la ex Caserma Prandina, e l’ex Caserma Romagnoli solo per citarne alcune. Ridisegnare la città vuol dire anche pensare alla mobilità, privata e pubblica che immaginiamo per il futuro. Nei prossimi anni l’avvento delle due nuove linee tranviarie e del sistema Smart renderanno necessaria una revisione generale della mobilità, incentrata su un trasporto pubblico non inquinante, per una città connessa e sostenibile in grado di far viaggiare e spostare le persone in sicurezza e in tempi certi»

Peghin

Ha parlato anche Francesco Peghin, il candidato sindaco del centrodestra che ha perso la sfida con Giordani e lasciato solo ieri dai grandi leader dei partiti che lo hanno sostenuto. Assieme a lui, oltre ai consiglieri eletti, solamente la moglie Alessia, la figlia e una parte del suo staff: «Non sono uno di quelli che spera vadano male le cose per criticare l'amministrazione. Io sono per Padova, ma noi qui portiamo una visione diversa della città e quindi per quella combatteremo - dice Peghin, che non ha replicato a qualche frecciata di Giordani - .Noi siamo e saremo portatori di una visione diversa di città: più attrattiva, più sicura, più attenta ai cittadini fragili. Una città che ha bisogno di una mobilità pubblica più moderna che risolva i problemi anziché crearne. Noi saremo in consiglio comunale per portare idee, per contribuire a migliorare la nostra città senza preconcetti, ma anche per controllare che le azioni dell’amministrazione vadano sempre nell’interesse collettivo e mai a quello di portatori di interessi particolari».

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