Mafia in Veneto: la consigliera regionale Guarda attacca Zaia su mancata costituzione parte civile regione al processo

«Evidentemente gli arresti di Galan e Chisso non hanno insegnato nulla: sulla legalità non voglio alcun tentennamento. E’ una guerra, non un gioco”

La consigliera regionale Cristina Guarda, annunciando che sarà presente il prossimo giovedì 16 gennaio nell'aula bunker del tribunale di Mestre, non è stata affatto tenera con il Presidente della Regione sulla vicenda della mancata costituzione parte civile, al processo: «Zaia ha abbandonato i veneti: la Regione si dia una svegliata sulla legalità». La consigliera regionale attacca duramente i vertici della Regione: «Evidentemente gli arresti di Galan e Chisso non hanno insegnato nulla: sulla legalità non voglio alcun tentennamento. E’ una guerra, non un gioco. Se il Veneto china la testa di fronte alle mafie, se continua a girarsi dall’altra parte di fronte a corruzione e risparmiatori traditi, non ha futuro». 

Crminalità organizzata

«I veneti sotto lo scacco della criminalità organizzata campana e calabrese sono lasciati soli dalla Regione e da Luca Zaia nei processi: così instillano un gravissimo dubbio in noi Veneti e nella nostra radice di onestà ed integrità. Ultimi casi quello di questa settimana della Regione assente in aula bunker a Mestre per l’inizio del maxi processo contro la ‘ndrangheta, che fa il paio con lo stesso atteggiamento da parte degli avvocati regionali, assenti nel processo che vede estorto un imprenditore di Carmignano vittima di un clan della ‘ndrangheta. Per non parlare di Veneto Banca, per cui gli investigatori hanno ipotizzato l’associazione a delinquere per i rinviati a giudizio. Anche in questo caso Zaia arriverà in ritardo con i legali regionali, come avvenuto nell’incredibile apertura del processo contro Gianni Zonin ed i vertici di Banca Popolare di Vicenza?».

Giunta

«Il presidente della Giunta Regionale era sempre presente in prima fila alle assemblee dei soci delle banche popolari, scoppiate in questi anni della sua guida al vertice di una Regione che scopriamo sempre più infiltrata dalle mafie. Cos’ha intenzione di fare Luca Zaia? Rimanere in silenzio e fare finta di nulla come quando gli arrestarono per tangenti il predecessore, di cui fu vice, e un assessore di peso della sua Giunta? Credo che Luca Zaia deve dare un segnale istituzionale forte: venga con me in aula bunker a Padova per la seconda udienza del maxi processo contro i clan camorristi che hanno inquinato Eraclea e mezzo litorale veneziano. E porti con sè gli avvocati della Regione. All’illegalità non si possono fare sconti». 

 Zaia

«E’ la sola maniera che Zaia ha, credo comunque con gravissimo ritardo - conclude Cristina Guarda - per cercare di recuperare, ormai comunque solo in piccolissima parte, un ritardo che dura anni sul fronte della legalità. Zaia si dia una svegliata, ed abbia il coraggio, almeno questa volta, di dare un segnale forte. I veneti sono stati lasciati soli troppo a lungo nelle mani di delinquenti senza scrupoli». 

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