Quartieri, Boron (Lega): "Rossi vuole accentramento, sedi restino aperte"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

“La legge dice che i consigli di quartiere delle città sotto i 250.000 abitanti devono essere aboliti. Non dice però che collocazione debbano avere le sedi esistenti e come debbano essere impiegati i dipendenti. La proposta di Rossi è quella di chiudere gli uffici e spostare il personale in Comune, privando i cittadini di uno sportello decentrato, se non attraverso la realizzazione di rappresentanze territoriali non ben definite. Non a caso i dipendenti dei quartieri hanno già ricevuto un'informativa secondo cui, da giugno, saranno tutti trasferiti. Peccato che, così facendo, non solo venga meno il rapporto diretto fra istituzioni e persona, ma non si risparmi neanche un euro. Le sedi dei quartieri ospitano infatti altri uffici (biblioteche, sportelli Ulss, etc) e quindi il trasferimento degli impiegati, che non si possono certo licenziare, avrebbe effetto zero sulla spesa, visto che bollette e manutenzione sarebbero comunque pagate dal Comune. Meglio sarebbe, a partire da giugno, nominare per ciascun ambito territoriale un consigliere comunale con delega speciale, che porti in Giunta le segnalazioni e le interpellanze raccolte dagli impiegati negli uffici dove hanno sempre lavorato e dove i cittadini sono abituati a rivolgersi. Cittadini che difficilmente andrebbero fino in Comune alla ricerca di un nuovo referente”.

Lo dichiara il presidente del Consiglio di Quartiere 6 Fabrizio Boron, della Lega Nord: “Rossi, con la scusa di un risparmio pari a zero, vuole accentrare tutti gli uffici. Noi siamo per il decentramento e per il rapporto diretto fra territorio e istituzione.”


 

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