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Raduzzi: «Franceschi manager di Grafica Veneta in prima fila contro decreto dignità. Ora chiaro il perché»

L'on. Raduzzi, ex M5S ora al gruppo misto: «Attaccava pesantemente sia il decreto da lui classificato come causa della diminuzione di posti di lavoro, sia i giovani che, a suo dire, rifiutavano offerte di lavoro nella sua azienda per via dei turni»

L'on. Raduzzi, ex M5S ora al gruppo misto, torna sulla vicenda che ha visto dei manager di Grafica Veneta agli arresti domiciliari. In particolare torna su un aspetto che è stato rimarcato da molti giornali nazionali: «Ricordo quando si criticava il decreto dignità ed i giovani fannulloni - commenta il deputato Raphael Raduzzi della commissione bilancio alla Camera - la reazione di sdegno di Fabio Franceschi, titolare dell’azienda Grafica Veneta S.p.a, protagonista oggi dell’indagine che ha portato all’arresto di ben 11 persone tra cui due dirigenti, quando nel 2018 si stava promulgando il Decreto Dignità».

Attacco

Il deputato non risparmia le critiche a Franceschi: «Lo stesso titolare dell’azienda ora al centro dell’indagine, attaccava pesantemente sia il Decreto da lui classificato come ‘causa della diminuzione di posti di lavoro, sia i giovani che, a suo dire, rifiutavano offerte di lavoro nella sua azienda per via dei turni. Ora dall’inchiesta riportata dai giornali stanno emergendo particolari impressionanti, con personale sfruttato per 12 ore al giorno senza pause né ferie ad una paga misera sottratta anche in parte con utilizzo improprio del bancomat personale».

Reddito e "fannulloni"

Franceschi è stato uno dei primi manager a cavalcare l'onda della campagna contro il reddito di cittadinanza, che a parere suo e di altri imprenditori, è un ostacolo per trovare forza lavoro. Si ricorda che il reddito di cittadinanza supera di poco i settecento euro, sotto i mille si parla di soglia di povertà. «Ecco chi aveva il coraggio di attaccare una norma che provava a dare maggiore stabilità ai lavoratori e che purtroppo ora, a causa del nuovo governo Draghi, è stata parzialmente smantellata. Un pessimo esempio di imprenditoria da cui sarebbe opportuno dissociarsi a gran voce mentre c’è un silenzio assordante da parte di chi, durante la pandemia e a nome di una Regione, menzionava questa azienda come esempio di imprenditoria italiana per delle mascherine molto criticate ed affidava alla stessa azienda la stampa della pubblicazione “Veneto 2050”. Sono esterrefatto e disgustato da quanto sta emergendo e spero che la magistratura faccia piena luce in questa vicenda - conclude il deputato Raduzzi - le mele marce del tessuto imprenditoriale veneto devono scomparire perché la nostra è una regione che si regge sulle spalle di tantissimi imprenditori e lavoratori onesti».

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