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Giovedì, 7 Luglio 2022
Politica

Bolsonaro, non si placano le polemiche: lo scontro politico si fa sempre più acceso

Tra i più agguerriti Alessandro Zan: «La visita di Bolsonaro ad Anguillara Veneta è uno scempio, uno sfregio agli sforzi e alle vittime venete della pandemia: una scelta folle di una giunta che probabilmente vive in una realtà parallela»

Gliene hanno dette di tutti i colori. E continuano a farlo: non si placano le polemiche per la visita ad Anguillara Veneta e a Padova di Jair Bolsonaro, presidente del Brasile.

Zanoni (Pd)

Ad "aprire le danze" è Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico: «Era doveroso essere ad Anguillara Veneta per manifestare il dissenso contro la cittadinanza onoraria a Bolsonaro, una decisione che dovrebbe riempire di vergogna tutti i veneti. Una scelta incomprensibile sotto ogni punto di vista e che arriva a pochi giorni di distanza dall’accusa di crimini contro l’umanità e altri nove reati; la sua scellerata gestione della pandemia ha provocato oltre 600mila morti in tutto il Paese. Ma non solo: le politiche di Bolsonaro sono una sciagura per il pianeta: ha steso il tappeto rosso alle multinazionali che stanno devastando l’Amazzonia e smantellato i controlli ambientali, oltre a massacrare gli Indios. E in più è un razzista, omofobo e misogino: insomma, non c’è niente per cui essere orgogliosi di Bolsonaro, come rivendicavano con tanto di striscione alcuni colleghi leghisti a Palazzo Ferro Fini, ma c’è solo da provare vergogna. Il Veneto è una delle Regioni che ha subito i maggiori danni come conseguenza dei cambiamenti climatici, proprio in questi giorni ricorre il terzo anniversario della tempesta Vaia. Gli amministratori di Anguillara non hanno figli o nipoti, non pensano alle future generazioni e al mondo che gli lasceranno? Le politiche di Bolsonaro sono pericolose non solo per il Brasile ma per tutto il mondo, perché l’Amazzonia è il polmone del pianeta. L’unica "consolazione" è che per ricevere la delegazione brasiliana non sono stati spesi soldi dei cittadini, visto il dietrofront del sindaco che ha ritirato la delibera di spesa. Almeno non si è aggiunta vergogna a vergogna».

Studenti per - Udu Padova

Ad Anguillara Veneta erano presenti anche gli Studenti per Udu Padova: «È vergognoso - dichiara Domenico Amico, coordinatore di Studenti per Udu Padova - che il Consiglio comunale, guidato dalla Lega, abbia conferito la cittadinanza onoraria al presidente Bolsonaro, e siamo andati per ribadire che é inaccettabile. Anche il Senato brasiliano ha votato a favore della sua incriminazione per crimini contro l'umanità, é un uomo razzista, omofobo, misogino e antidemocratico, che ha condannato a morte più di 600mila persone non riconoscendo la gravità della pandemia da Covid-19». Aggiunge Marco Nimis, coordinatore della Rete degli Studenti Medi del Veneto: «Dal suo insediamento alla presidenza, nel gennaio 2019, la deforestazione dell'Amazzonia è aumentata dell'88% ed è ritenuto responsabile della scomparsa annua di circa 4 mila km2 di alberi. La sua politica ambientale è un crimine verso tutta l'umanità. Il presidente Bolsonaro non solo sta distruggendo il polmone della Terra, ma nel farlo sta devastando e uccidendo gli indigeni. La cittadinanza onoraria si concede ad honorem, ma Bolsonaro non ha nulla di onorevole nè può in alcun modo essere d'esempio per Anguillara Veneta».

Zan (Pd)

Non va per il sottile neanche Alessandro Zan, deputato padovano del Partito Democratico: «La visita di Bolsonaro ad Anguillara Veneta è uno scempio, uno sfregio agli sforzi e alle vittime venete della pandemia. Bolsonaro, espressione del peggior razzismo, della peggiore omofobia, del peggior sessismo istituzionale, politicamente responsabile di oltre 600mila morti in Brasile, è stato accolto con tutti gli onori dall’amministrazione comunale a trazione leghista dopo il conferimento della cittadinanza onoraria. Ma quel che più mi lascia sbigottito, oltre alla scelta folle di una giunta che probabilmente vive in una realtà parallela, è il silenzio di Zaia e della Lega veneta: un tacito e sereno via libera alla visita di un criminale accusato di reati contro l’umanità dal suo stesso Senato».

Potere al Popolo

A esporsi dopo gli scontri di Prato della Valle è Luca Lendaro, esponente di Potere al Popolo Padova e dello spazio Catai: «Il conferimento da parte del comune di Anguillara Veneta della cittadinanza onoraria ad un genocida come Bolsonaro, così come la sua visita nella nostra città, non poteva non vederci presenti a tutte le manifestazioni di protesta. Non c'è nulla da onorare nell'attuale presidente del Brasile, e la sua difesa da parte della polizia offende l'intero popolo brasiliano e le 600.000 vittime che ha contato a causa di una gestione criminale e negazionista della pandemia da Covid 19». Aggiunge Giuliano Granato, portavoce nazionale di Potere al Popolo: «Potere al Popolo è da sempre a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, delle popolazioni indigene, della comunità LGBT, dei contadini e dei movimenti sociali brasiliani: Bolsonaro non è presenza gradita in Italia perché non è gradito al suo stesso popolo. Ovunque siamo, grideremo sempre "Fora Bolsonaro", perché la lotta dei brasiliani e delle brasiliane contro un presidente criminale, che sta lasciando distruggere l'Amazzonia e preparando un possibile golpe contro la sicura rielezione di Lula, è anche la nostra lotta. Evidentemente le istituzioni italiane volevano far sentire il presidente brasiliano talmente a casa che hanno dato vita a una repressione del dissenso che è stata tratto distintivo della presidenza Bolsonaro fino a oggi».

Bizzotto (Lega)

Ma c'è anche chi prende le difese di Bolsonaro scagliandosi contro le proteste e gli scontri, come nel caso di Mara Bizzotto, europarlamentare della Lega, a sua volta presente ad Anguillara Veneta: «Ancora una volta i centri sociali, la sinistra comunista e il Pd hanno dimostrato la loro pericolosa natura di fascisti rossi e di nemici della democrazia e della libertà. Probabilmente il loro odio antidemocratico contro Bolsonaro è scatenato dall’estradizione in Italia del terrorista rosso Cesare Battisti, concessa meritoriamente da Bolsonaro e sempre negata dal suo predecessore Lula, amico e sodale del Pd e della sinistra italiana. Le contestazioni inscenate contro la visita del Presidente brasiliano Bolsonaro a Padova e a Anguillara, paese natale dei suoi avi che emigrarono in Brasile, sono scandalose. Siamo di fronte alla solita doppia morale del Pd e della sinistra comunista che contestano la visita di un Presidente democraticamente eletto come Bolsonaro, ricevuto in questi giorni anche da Mattarella, mentre stanno zitti e muti sulle infami dittature comuniste di Cina, Cuba e Venezuela che ancora oggi ammazzano e perseguitano milioni di persone, anche di origine e cittadinanza italiana. L’ipocrisia e la falsità politica dei nipotini italiani di Stalin e Ceausescu sono vergognose».

Speranzon (Fratelli d'Italia)

Conclude il giro Raffaele Speranzon, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale: «La sinistra quando vede Bolsonaro perde completamente la testa. Sarà forse perché il loro amico comunista ed ex presidente Lula ha protetto per anni un terrorista assassino del calibro di Cesare Battisti mentre  è proprio con Bolsonaro Presidente che è finalmente arrivata la sua estradizione? Hanno forse la coda di paglia? Come i miei bisnonni, anche quelli di Bolsonaro si trasferirono alla fine del 1800 dalle campagne venete a San Paolo del Brasile, dove il 29 settembre 1900 nacque mio nonno Virginio Speranzon. Non sono un grande fan di Bolsonaro che non è un esempio di grande coerenza nella politica brasiliana, dato che per molti anni ha fatto parte di partiti di sinistra ed oggi è un indipendente vicino al centro destra su posizioni conservatrici, tuttavia mi fa enorme piacere che un uomo di origini venete sia stato democraticamente eletto alla guida di una delle nazioni più grandi e più importanti del pianeta. È bello che oggi sia venuto ad Anguillara a visitare la terra dei suoi avi, così come è condivisibile la scelta dell’amministrazione del comune padovano di conferirgli la cittadinanza onoraria. Una visita rovinata però dalle polemiche in paese  e dagli scontri violenti del pomeriggio a Padova, scene da condannare senza se e senza ma: gravissimo che oltre a questi soliti estremisti di sinistra, professionisti del disordine che imbrattano muri pubblici con lo sterco e provocano incidenti con le forze dell'ordine, siano scesi nelle piazze anche rappresentanti del PD in Consiglio Regionale, dimostrando in modo preoccupante che evidentemente ancora non hanno digerito l’estradizione del terrorista comunista Battisti. Preferivano forse il leader dei “Proletari armati per il comunismo” libero ed impunito come quando c’era il compagno Lula? A dirla lunga sulla credibilità dei sinistri veneti in materia di democrazia sono i loro stessi comportamenti: se la prendono con Bolsonaro, presidente del Brasile democraticamente eletto e restano vergognosamente silenti sul “paradiso comunista” di Cuba, dove da oltre 60 anni non avvengono democratiche elezioni».

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