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Referendum, Peraro (Udc): "Porcellum o mattarellum, l'elettore non sceglie"

Il consigliere regionale interviene sulla raccolta di firme per il referendum che mira alla modifica della legge regionale. Secondo Peraro cambiare il "Porcellum" per tornare al "Mattarellum" peggiorerebbe persino l'attuale situazione. Auspica una nuova legge elettorale basata sul voto di preferenza al candidato

"Quando la gente si mobilita, partecipa, è sempre un buon segno. E’ accaduto anche nei giorni scorsi con la raccolta firme per l’abolizione dell’attuale legge elettorale (non a caso definita “Porcellum”). Un vero e proprio successo. In molti comuni i moduli per le sottoscrizioni sono addirittura finiti. Gli elettori hanno fatto capire chiaramente che sono stanchi di dover subire le scelte di alcune segreterie di partito. Oggi l’elettore non può esprimere un voto di preferenza, ma solo mettere una “x” su un simbolo di un partito piuttosto che un altro".

stefano peraro-2IL REFERENDUM. Così scrive in una lettera indirizzata al nostro giornale il consigliere regionale Udc Stefano Peraro in merito al grande successo di adesioni (oltre un milione rispetto al limite minimo necessario di 500 mila) ottenuto dalla raccolta firme per il referendum che punta alla modifica dell'attuale legge elettorale.

MATTARELLUM. "Forse però non tutti sanno che ritornare al “Mattarellum” - prosegue Peraro - la legge elettorale in vigore in Italia dal 1993 al 2005, non è la panacea di tutti i mali. Mi spiego meglio. Il vecchio sistema prevedeva che il 75 per cento dei seggi fossero attribuiti attraverso il maggioritario uninominale a turno unico. Il restante 25 per cento era invece ripartito secondo un criterio proporzionale fra le liste che avessero raccolto almeno il 4 per cento dei voti (il cosiddetto sbarramento). Di fatto, anche con il “Mattarellum” la seconda scheda per la Camera per l'elezione della quota proporzionale era bloccata e non consentiva il voto di preferenza. Andava ancora peggio con la scheda per l'elezione del candidato uninominale: l’elettore non aveva altre possibilità che votare il nome che si ritrovava davanti, qualunque esso fosse. Pena la vittoria della coalizione opposta".

"PURE PEGGIO". "Io penso che molti cittadini sono andati a firmare per il referendum convinti che la loro firma garantisse in futuro l’introduzione del voto di preferenza. Molti politici hanno lanciato accorati appelli per raggiungere il quorum, il quorum del loro mantenimento! Ma alla fine cosa è cambiato? Niente! Il cittadino non può scrivere nella scheda elettorale il candidato prescelto. Anzi con il sistema Mattarellum è ancora peggio, perché con i collegi uninominali solo i partiti più grandi eleggeranno i loro rappresentanti".

NUOVA PROPOSTA DI LEGGE. "Non confondiamo allora i costi della politica e dei privilegi (da tagliare subito, indennità vitalizi, collaborazioni…) - conclude il consigliere regionale - con il costo della democrazia e della rappresentatività. Questa va salvaguardata affinché anche chi la pensa in modo diverso da te possa avere rappresentanza. Da due anni l’Udc sta portando avanti una proposta di legge di iniziativa popolare per la reintroduzione del voto di preferenza per l'elezione della Camera dei Deputati. A questo proposito chiediamo che venga ridata all'elettore la possibilità di poter scegliere nella lista del partito i candidati che ritiene più idonei e vicini alle istanze del territorio. Solo così potranno prevalere le idee sulle “poltrone”. Il confronto quotidiano con la gente, l’ascolto delle proposte e dei suggerimenti dei cittadini, viene prima di tutto. Con il voto di preferenza i politici eletti si dovranno prendere per forza di cose le loro responsabilità. E, finalmente, gli elettori sapranno chi ringraziare o “bastonare” al termine della legislature".

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