Coronavirus: richiesto accesso atti in Regione. Guadagnini: «Occorre fare chiarezza»

«Spero, che tali documenti mi permettano di ricostruire la vicenda così come essa si è realmente svolta. Su un tema così delicato com'è la salute pubblica non possono rimanere zone d'ombra»

Il consigliere regionale del Partito dei Veneti Antonio Guadagnini, candidato presidente della formazione politica autonomista alle prossime elezioni regionali ha richiesto tutta la documentazione sulla gestione del Coronavirus.«Ho depositato nei giorni scorsi una risoluzione che propone di attribuire al professore Andrea Crisanti e all’Azienda Ospedale-Università di Padova il premio "Leone del Veneto" ed a completamento di quella proposta ho anche chiesto alla direzione sanitaria alcuni documenti che credo siano utili a fare chiarezza in merito agli avvenimenti che hanno caratterizzato la gestione dell’emergenza legata al Covid-19 in Veneto. L’ho fatto per mio scrupolo personale in quanto credo che questo prestigioso premio vada assegnato a Crisanti, una volta superati tutti i dubbi sui ruoli svolti dai diversi protagonisti di questa vicenda».

Dubbi

«In verità - prosegue - per quanto di mia conoscenza fino a qualche giorno fa, la situazione mi sembrava chiarissima, poi sono emerse delle ricostruzioni degli avvenimenti diverse da quella che io davo per pacifica. Spero, che tali documenti mi permettano di ricostruire la vicenda così come essa si è realmente svolta. Su un tema così delicato com'è la salute pubblica non possono rimanere zone d'ombra. Non è possibile dire "vabbè basta litigare sul passato, guardiamo avanti". Anche perchè chi non fa i conti con il proprio passato non ha un futuro sereno, e questo vale tanto più collettivamente che individualmente. E per questo motivo ho deciso di acquisire tutta la documentazione utile a stabilire chi fosse effettivamente pronto e chi invece si è fatto spiazzare dall'arrivo del coronavirus».

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Piano

«Il professore Andrea Crisanti ha dichiarato giorni fa - conclude Antonio Guadagnini - che la Regione non aveva un piano preciso, ma solo una baggianata. Luca Zaia ha cercato di sopire le polemiche tra il massimo esponente del mondo universitario veneto in tema di virologia e la dirigente della Regione - ricorda Guadagnini - chetare e sopire può essere utile per la ordinaria amministrazione, ma in situazioni come una pandemia ricostruire chi fosse pronto e chi no è utile anche per il prossimo futuro, dato che il rischio di un secondo, catastrofico lock down, per il prossimo autunno è purtroppo molto più che una remota ipotesi».

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