Sabato, 13 Luglio 2024
Politica

Riduzione barriere architettoniche, la Regione Umbria chiede a Padova come si fa

Padova è stata chiamata come esempio di buone pratiche per la redazione dei Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche. Una delegazione del Comune, guidata dal vicesindaco Andrea Micalizzi ha partecipato a Città di Castello a un importante convegno organizzato dalla Regione

La Regione Umbria sta cofinanziando i PEBA di vari comuni umbri: in questa importante fase di avvio di nuove progettualità in tema di accessibilità, e per questo ha organizzato un convegno che ha avuto lo scopo di mettere in rete informazioni ed esperienze, avviando quindi un’interessante fase di condivisione e partecipazione Padova è stata chiamata come esempio di buone pratiche per la redazione dei Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche. Una delegazione del Comune di Padova, guidata dal vicesindaco Andrea Micalizzi e composta anche da Elena De Toni progettista del PEBA di Padova e Alessandro Sarretta, esperto in dati geografici aperti di Wikimedia Italia ha così partecipato a Città di Castello a un importante convegno organizzato dalla Regione Umbria sui Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche.  

Peba

Il vicesindaco che ha anche la delega ai lavori pubblici ha parlato di come il Piano si interfaccia con le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria e ha toccato anche il tema della necessità di comunicazione all’interno dell’Ente in modo che tutti i settori siano coinvolti nella programmazione degli interventi. L’ingegner De Toni ha parlato  dei principi, criteri e metodi per la sua redazione dell’importanza della partecipazione e delle mappature condivise mentre Alessandro Saretta ha illustrato l’utilizzo di OpensStreetMap per la mappatura dell’accessibilità evidenziandone i vantaggi anche oltre il PEBA. 

Padova

Ma cosa  si è fatto fino ad oggi a Padova?  Lo spiega il vicesindaco Andrea Micalizzi: «Il PEBA di Padova, redatto nel 2019 e approvato nel gennaio 2020, è stato un esempio innovativo di redazione del piano, improntato sul criterio chiave “un piano per tutti, con l’aiuto di tutti”. La redazione del piano è stata caratterizzata, infatti, da un importante lavoro di partecipazione, attraverso la scelta condivisa di percorsi pilota (circa 40 km di percorsi urbani distribuiti nelle 10 consulte), la mappatura partecipata degli spazi selezionati, la scelta condivisa degli interventi. Si è scelto di utilizzare soltanto strumenti di analisi aperti e di rendere disponibili e liberamente utilizzabili i dati raccolti, che possono quindi essere aggiornati dalla comunità geografica ed essere utilizzati anche per altre finalità. Il PEBA ha inoltre fornito un prontuario di norme e buone pratiche, che i settori comunali stanno utilizzando come riferimento negli interventi di manutenzione in tutta la città, non soltanto lungo i percorsi pilota individuati. Di fondamentale importanza risulta infine la formazione del personale tecnico e operativo, la vigilanza sugli interventi, la sensibilizzazione della popolazione sui comportamenti individuali e collettivi, tutte attività che proseguono anche oltre la conclusione delle attività di redazione del Piano, al fine di rendere il piano realmente efficace». 

Interventi

Sono numerosi gli interventi in corso in città nel rispetto di quanto indicato dal PEBA: dalla pavimentazione tattile tra la stazione ferroviaria e la stazione delle autocorriere, alla realizzazione di interventi puntuali di manutenzione dei marciapiedi con eliminazione di barriere, distribuiti in tutta la città, al rifacimento di percorsi ciclo-pedonali lungo importanti arterie di comunicazione, alla progettazione di interventi di riqualificazione di spazi pubblici in ottica di inclusione. Al fine di monitorare l’attuazione degli interventi, sono stati svolti sopralluoghi con le associazioni in varie zone della città oggetto di intervento, al fine di verificare la corrispondenza tra le esigenze delle persone con disabilità e i lavori realizzati. 

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