Lunedì, 15 Luglio 2024
Politica

Schede ospedaliere, Sinigaglia: “Resta buio assoluto sui servizi territoriali”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

"La strada imboccata da Lega e PdL è chiara: tagliare posti letto ospedalieri senza garantire in cambio servizi e risorse nei territori. Quando e dove vedranno la luce gli ospedali di comunità, le strutture intermedie, gli hospice, i centri per l'alzheimer e la sclerosi multipla? Perché dimezzare il numero dei distretti? Perché eliminare un gran numero di responsabili di psichiatria, per l'infanzia e l'adolescenza, per la disabilità e la non autosufficienza? Su tutti questi nodi rimane il buio assoluto".

Il commento è di Claudio Sinigaglia, consigliere regionale del Pd e vice presidente della commissione Sociosanitaria, dove sono state approvate le schede di programmazione ospedaliera delle singole Ulss, provvedimento sul quale il Pd ha espresso il proprio voto contrario.

"Purtroppo, accanto ad alcune correzioni positive, rimangono molti aspetti lacunosi ed incerti. Non c'è innanzitutto alcuna data certa o meccanismo automatico per costringere i Direttori Generali delle Ulss e le Conferenze dei sindaci ad attivare gli ospedali di comunità ed attivare i medici di base a lavorare in equipe e a disposizione per tutta la giornata. Cose che avevamo chiesto con chiarezza".

Sinigaglia sottolinea il fatto che "abbiamo formulato centinaia e centinaia di emendamenti migliorativi ed abbiamo inchiodato la maggioranza ad un lavoro senza sosta. Sono elementi positivi l'inserimento, negli ospedali dei capoluoghi, del servizio di psicologia ospedaliera; l'applicazione della legge sul diabete, con una struttura complessa per provincia, una semplice per ogni Ulss e la rete dei medici di base; il conferimento dei posti letto, per i pazienti provenienti da altre regioni, negli ospedali privati accreditati e in quelli pubblici: in particolare Padova e Verona avranno 120 posti letto ciascuno, dedicati a questa funzione".

"Qualche passo in avanti è stato compiuto negli ospedali organizzati in due sedi come Dolo-Mirano e San Donà-Portogruaro: la proposta della Giunta di separare le funzioni, e cioè inserire in uno dei due ospedali la medicina e la riabilitazione e nell'altro la chirurgia, è stata parzialmente superata su nostra pressione, con l'attivazione di una appropriata sede chirurgica in entrambe le sedi".

Ma per l'esponente democratico "sono ancora tante le fragilità del sistema ospedaliero che le indecisioni della maggioranza non hanno risolto: la rete di emergenza-urgenza, rinviata ad un esame più attento, la sicurezza di alcuni punti nascita, i doppioni di reparti collocati a poca distanza e scarsamente produttivi, la dislocazione di tanti servizi ad personam, la disparità di privilegi di cui alcune Ulss godono ancora su altre, tema spinoso soprattutto in vista di ulteriori riduzioni di finanziamento. Serve sicuramente una guida diversa per governare meglio il sistema sanitario veneto".

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