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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Politica

Sciopero generale: in tanti da tutto il Veneto

Alta adesione allo sciopero e grande partecipazione alla manifestazione a Milano delle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici veneti

Una folta delegazione proveniente dalle diverse province della nostra regione ha raggiunto tutte le altre delegazioni del Nord Italia a Milano, una delle 5 piazze della manifestazione di questa giornata di sciopero generale che ha riempito le piazze di Milano, Roma, Bari, Cagliari e Palermo. Carraro Drive Tech, Carraro Agritalia, Zf, Alco, Berco, Electrolux, Faber, Wellding 2b, Imesa, Flag Ifi, Faces, Slim Fusina Rolling, Rendellin, Acciaierie di Verona, Acciaierie Venete, Aso, Baxi, Valbruna, Xylem Lowara, Ferretto Group, Lu.Ve, Pandolfo Npe, Meccano Stampi, Forgita, Sumoto, Pietroberto, Nlmk, Amman, Idromacchine, Marcato, Irca, Sirti, Breton, CSM Tube, Varem, Antonio Carraro, Fast, Dab Pumps Zen Fonderie sono solo alcune delle tante aziende metalmeccaniche venete che oggi hanno visto lavoratori e lavoratrici aderire allo sciopero generale indetto da Cgil e Uil.

Adesione

«Dopo le riuscite manifestazioni che si sono tenute nelle scorse settimane, i metalmeccanici sono scesi in piazza e hanno svuotato le fabbriche e le aziende per rivendicare che, a partire dalla legge di bilancio, il governo deve intervenire sui veri problemi che affliggono la classe lavoratrice E questi problemi sono i bassi salari, un sistema previdenziale tra i più penalizzanti d’Europa, le crisi che stanno mordendo interi settori produttivi e la precarietà sempre più condizione di vita per tante e tanti - ha dichiarato Antonio Silvestri, segretario generale della Fiom del Veneto - A questi nodi, la legge di bilancio e le politiche del governo non danno risposte. Così facendo il governo dimostra di non conoscere il sempre più largo disagio vissuto da tanta parte dei lavoratori di questo Paese».

Messaggio al Governo

Ecco il messaggio che i sindacati mandano al Governo: «Occorre fin da subito superare la legge Fornero, garantendo l’uscita pensionistica con 41 anni di contributi senza vincoli anagrafici o a 62 anni di età senza il collegamento con gli anni di lavoro. Bisogna, inoltre, necessariamente stabilire una distinzione tra lavori e serve garantire che l’assegno pensionistico sia dignitoso per tutti e tutte. La leva fiscale deve essere usata per aumentare veramente i bassi salari e a questo fine la lotta all’evasione deve essere una priorità inderogabile. Si devono superare le leggi che hanno reso il lavoro sempre più precario e sfruttato». Infine una considerazione sul momento che si sta vivendo:  «Sono sempre più numerose le crisi che investono il settore metalmeccanico ed in particolare l’automotive. L’ultima in ordine di tempo, ma non certo di gravità, è stata l’annunciata chiusura e delocalizzazione della Speedline di Santa Maria di Sala. È necessaria, quindi, una legge che impedisca questa barbarie e servono politiche industriali che vedano come attore protagonista il pubblico, anche per evitare altri casi come quello dell’Acc di Mel. Per questi motivi oggi ci siamo fermati in sciopero e il governo deve sapere che questo è solo l’inizio».

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