Venerdì, 17 Settembre 2021
Politica San Lazzaro

Nuova linea inceneritore: Giordani cauto richiama la Regione, la Lega attacca il comune

Giordani: «L’investimento di Hera dovrà garantire più sicurezza, più qualità ambientale e trasparenza nella verifica della stessa, meno disagi per la città, più opportunità di generazione virtuosa di energia. Su queste basi, se si creeranno, si discuterà»

«Il Piano dei Rifiuti è di competenza della Regione: è lei che deve redigere il nuovo piano dei rifiuti, oggi scaduto e che tiene le redini di questo processo autorizzativo. Percorso nel quale il Comune ha tutta l’intenzione di andare molto a fondo, porre tutte le questioni  e spendersi per avere le garanzie necessarie, ma non ha facoltà di veto. Ecco perché auspico una forte collaborazione e interlocuzione con la Regione Veneto in un’ottica di totale trasparenza, dove si collabora volentieri ma con tutte le carte in vista sul tavolo». Si esprime così il Sindaco di Padova,Sergio Giordani, sulla concreta possibilità che entro il 2025 ci sia una nuova, la quarta, linea per l'inceneritore di San Lazzaro.

Prudenza

«Nessun preconcetto a priori, le linee - ha spiegato il Sindaco - uno e due sono degli anni ’60 e va da sè che prima di dirmi contrario a un progetto di ammodernamento sugli standard di sicurezza ed emissioni più moderni a livello europeo vorrò approfondire tutto con la Giunta. Allo stesso tempo su alcune questioni vogliamo capire bene e capire tutto, perché noi cerchiamo e perseguiamo anzitutto la tutela dei padovani e del nostro territorio. Livelli di emissioni totali (superiori o inferiori), livelli di autorizzazione all’incenerimento su base annua (aumento, invarianza o diminuzione), tempi di smantellamento reali delle linee obsolete e garanzie in merito, sistemi di monitoraggio delle emissioni all’avanguardia, nuovi standard e livelli di sicurezza ambientale,  investimenti per produrre calore ed energia per diminuire ancora le emissioni complessive in città, ristori e compensazioni ulteriori rispetto agli attuali per i quartieri interessati e per la città. Come vedete sono tante le questioni sul tavolo e altre se ne aggiungeranno man mano. Non sarà una discussione semplice. Se da un lato l’alternativa alla termovalorizzazione è la discarica (cosa che va sempre ricordata), dall’altro la nostra città punta sulla differenziata e vuole essere parte di un sistema regionale virtuoso, dove la Regione garantisce i giusti equilibri in base a criteri corretti». Il Sindaco è prudente ma fa intendere che neppure lui è molto convinto della scelta dell'azienda che gestisce l'inceneritore: «Hera è una società seria, ma è chiaro che in assenza di un complesso sistema di dati, studi e garanzie, come Sindaco trarrò le conseguenti considerazioni. Oggi è l’avvio di un percorso che ascolteremo poi nelle sedi opportune lavoreremo per la città e per i padovani senza risparmiarci. Rispetto allo stato di fatto attuale, l’investimento di Hera dovrà garantire più sicurezza, più qualità ambientale e trasparenza nella verifica della stessa, meno disagi per la città, più opportunità di generazione virtuosa di energia. Su queste basi, se si creeranno, si discuterà». 

Opposizione

Da parte dell'opposizione, in particolare della Lega, critiche a Giordani sulla vicenda: «Ridicolo il tentativo del Partito Democratico di Padova di scaricare la responsabilità sulla Regione. Se hanno la memoria corta, gliela rinfreschiamo noi: dal 2013 il Pd con Zanonato ha avviato la fusione della società AcegasAps facendola subentrare nel gruppo Hera. Le responsabilità sulla svendita di Padova sono da imputare solo a loro. E ancora, Giordani è parte integrante del Comitato soci del Gruppo Hera, ha quindi potere decisorio ed ha nominato un componente nel Consiglio di Amministrazione, tal Melcarne nel 2017 che è amministratore indipendente di Hera dove ha inoltre ricoperto il ruolo di Componente del Comitato Esecutivo e Consigliere di società del gruppo».

5 Stelle

Anche il consigliere del Movimento 5 Stelle è contrario all'ampliamento: «Dal mio punto di vista Padova e tutta la provincia sono una zona poco adatta ad un inceneritore, vista la sua conformazione geografica. Purtroppo il nostro territorio non ha riciclo d'aria sufficiente e lo smog che produciamo resta qui e ce lo respiriamo. A parer mio dovrebbe restare attiva solo la linea 3 fino ad esaurimento della sua vita normale. Il massimo sarebbe chiuderlo prima».

Comitati

I comitati di cittadini, No Fusina, Opzione Zero e Lasciateci Respirare hanno invece espresso totale disaccordo all'idea dell'ampliamento dell'inceneritore di San Lazzaro. Anche Adl Cobas e il centro sociale Pedro hanno manifestato la loro contrarietà all'idea della nuova linea a sostegno dei comitati. 

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