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Servizio mensa, anche il Comune dà il via libera ai ristoratori

«I titolari degli esercizi dovranno disporre della necessaria documentazione per accertare la corrispondenza fra gli avventori presenti nell’esercizio e i lavoratori individuati dal datore di lavoro come beneficiari del servizio come da contratto»

Sulla vertenza "servizio mensa" si è messa definitivamente parola fine. A mettere ordine nelle polemiche di questi giorni una nota di Palazzo Moroni: «Si comunica che alla luce dei chiarimenti relativi al DPCM del 14/01/2021 forniti in data 21 Gennaio 2021 sul sito istituzionale della Regione Veneto, competente in merito alla legislazione sul commercio, risulta ora superabile il problema dell’incompatibilità tra l’attività di ristorazione e quella di mensa. La Regione chiarisce che non è necessario uno specifico codice Ateco per qualificare l’attività di mensa presso ristoranti, si supera pertanto la distinzione tra le due attività avvallando la possibilità che presso gli stessi possano essere serviti pasti per i lavoratori delle aziende convenzionate».

Concetti ribaditi anche dall'assessore Bressa: «Si ritiene opportuno evidenziare che, al momento del controllo da parte degli organi preposti, i titolari degli esercizi che forniscano in servizio in oggetto, oltre ovviamente a rispettare tutta la normativa anti-covid, dovranno disporre della necessaria documentazione per accertare la corrispondenza fra gli avventori presenti nell’esercizio e i lavoratori individuati dal datore di lavoro come beneficiari del servizio contrattualizzato».

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