Sessanta comuni veneti dicono No al 5g, ventuno nella provincia di Padova

Un dibattito che è stato in questi ultimi mesi condizionato dalla fake news che le antenne 5G contribuiscono alla diffusione del Covid19, notizia priva di qualsiasi fondamento. C'è invece la necessità di chiarire se questa tecnologia possa o meno essere dannosa per la salute

Siamo a sessanta comuni in tutto il Veneto e la percezione è che aumenteranno. Sono 21 nel padovano, 18 nella provincia di Vicenza, 9 in quella di Treviso, 5 nel veneziano, 2 nella provincia di Rovigo, e 4 nel veronese, per quanto riguarda Belluno, invece, per ora solo un paio di delibere. Hanno deciso che il loro comune non potrà installare antenne 5G. Per fermarle hanno emesso tanto di ordinanza comunale. 

Smart life

Nell’era dello smart working e della didattica a distanza è di grande attualità la discussione sulle nuove tecnologie e di conseguenza si è tornato a parlare del 5G. Nei mesi di lockdown anche in Veneto più di qualcuno ha avuto problemi per via di una connessione poco performante e anche colossi come YouTube o Netflix hanno dovuto abbassare la qualità dei prodotti video proposti perché le reti rischiavano di non riuscire a sostenere il traffico in entrata e in uscita. Nel frattempo, dopo che la questione 5G coinvolgeva pochi esperti e diversi presunti tali, è magicamente entrata negli ordini del giorno di vari comuni in tutta la penisola. 

Ministero e fake news

Con il termine 5G si intende lo standard di quinta generazione delle comunicazioni per i sistemi radiomobili cellulari. In questi mesi di allarme pandemico si tornati a parlare molto di questo tema e spesso a sproposito. «Non ci sono evidenze scientifiche che indichino una correlazione tra epidemia da nuovo coronavirus e rete 5G. Ad oggi, e dopo molte ricerche effettuate, nessun effetto negativo sulla salute è stato collegato in modo causale all’esposizione alle tecnologie wireless». E’ quanto scritto nella pagina del Ministero della Salute nella sezione dedicata al Covid-19 e alla falsa informazione. Allora perché tanti comuni si sono affannati e continuano a farlo, nell'emettere ordinanze contro la nuova tecnologia? Se alcuni questa decisione l'avevano presa in tempi non sospetti, la brusca accelerata fa venire il dubbio che il vociferare, senza alcun conforto scientifico che il Covid 19 si propagasse attraverso le antenne 5G, abbia fatto presa presso alcune amministrazioni. Un dubbio che è lecito porsi. 

Virus e onde

Ecco cosa sostiene Simon Clarke, professore associato di microbiologia cellulare presso l’University of Reading che ha condotto diversi studi sull’argomento: «Le onde radio coinvolte nel 5G si trovano all’estremità a bassa frequenza dello spettro elettromagnetico. Meno potenti della luce solare, non sono abbastanza potenti da danneggiare le cellule, a differenza delle radiazioni all’estremità di frequenza più alta dello spettro che include i raggi X e i raggi UV» . Un altro scienziato inglese sostiene che «sarebbe impossibile per il 5G trasmettere il virus – aggiunge Adam Finn, dell’Università di Bristol – poiché l’attuale epidemia è causata da un virus che si trasmette tra esseri umani. Virus e onde elettromagnetiche, che rendono possibile la comunicazione tra telefoni cellulari e Internet, funzionano diversamente».

Covid

Va precisato che non esistono molti studi sull’argomento. La tecnologia 5G come tutte le novità, è osteggiata o cavalcata, quasi si trattasse di tifo calcistico. Nella narrazione gonfiata e spesso drogata, è passato nella vulgata popolare che le nuove antenne fossero tra le cause portatrici della diffusione del virus Covid19. Sono in tanti a crederlo anche se la comunità scientifica si è affannata a far sapere che non c’è nessuna relazione tra le due cose. Sarà una coincidenza ma l’accelerazione rispetto alla volontà di non avere antenne di quel tipo sul proprio territorio è arrivata proprio mentre queste, che non possiamo che definire dicerie, hanno fatto breccia in una buona parte della popolazione. Condizione che non aiuta per nulla a comprendere se davvero è un rischio oppure no dotarsi di questo tipo di tecnologia quando l’accesso alla rete, il digital device e la mancanza di strumenti all'altezza per tutti sta diventando tema centrale a livello globale.

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Comuni

Albignasego, Teolo,  Cadoneghe, Montegrotto, Baone, Tribano, Bagnoli, Agna, Montagnana, Rovolon, Cervarese Santa Croce, Cartura e Merlara sono solo alcuni dei comuni che hanno firmato le ordinanze contro l’installazione delle antenne. In un momento come questo, dove le esigenze di una rete che sia davvero performante e la tutela della salute collimano, è quanto mai importante comprendere davvero se questa tecnologia può essere o meno pericolosa e dannosa per le persone. 

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