Nel giorno del silenzio elettorale sms con indicazione di voto in favore di candidata di Forza Italia

Sms spediti a un numero considerevole di persone nel padovano in favore della candidata di Forza Italia, Loredana Borghesan, sindaca di Montagnana, nel giorno del voti

Sms spediti a un numero considerevole di persone nel padovano in favore della candidata di Forza Italia, Loredana Borghesan, sindaca di Montagnana, nel giorno del voto. Il silenzio elettorale violato e conseguentemente il testo del messaggio è finito sui social e di conseguenza ripreso da media in tutto il Paese. Il numero dal quale proviene il messaggio in altre precedenti occasioni era stato segnalato per lo stesso tipo di attività propagandistica. La candidata, contattata dalla redazione di Open, ha fatto sapere di non essere a conoscenza di questa iniziativa e ha dato la responsabilità all’agenzia alla quale si è appoggiata. Anche sui social network più di qualche candidato ha aggirato il silenzio elettorale ma certo è un'altra cosa mandare direttamente a utenti ignari un messaggio così diretto. 

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Il Garante e le sanzioni

A questo proposito si è espresso chiaramente, il Garante per la protezione dei dati personali: «In vista dei prossimi appuntamenti elettorali, richiama tutte le formazioni politiche ad attenersi, nello svolgimento della loro attività di propaganda politica, al rispetto delle regole già stabilite per precedenti consultazioni elettorali.A questo proposito, con particolare riferimento alla possibilità di contattare i cittadini, anche tramite sms, si ribadisce ai partiti politici, comitati promotori, sostenitori e singoli candidati il divieto di utilizzare, in attuazione della disciplina europea, i dati contenuti negli elenchi telefonici (cartacei o elettronici) in mancanza di un preventivo consenso. Si ricorda che sussiste il generale divieto di utilizzo per finalità di propaganda elettorale anche con riguardo ai dati reperiti liberamente sul web (quali recapiti telefonici o indirizzi di posta elettronica). Il mancato rispetto di tali disposizioni, richiamate nel provvedimento generale del Garante del 6 marzo 2014 in tema di propaganda elettorale, configura una violazione amministrativa sanzionabile con una pena pecuniaria».

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