“I sindaci bocciano la fusione dei Comuni, anzi no... fondiamoci”

Il Comune di Cartura sarà fuso con i comuni limitrofi? Ancora una volta trionfa il pressapochismo degli amministratori locali

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Con riferimento al Consiglio Comunale svoltosi a Cartura il 29 luglio scorso, intendiamo porre all'attenzione della cittadinanza, tra i molti temi toccati, quello della fusione dei comuni.

Leggiamo dal "Mattino di Padova" del 3 maggio 2013: "I sindaci bocciano l'idea di fusione fra i Comuni di Cartura, Bovolenta, Due Carrare, San Pietro Viminario e Pernumia avanzata da Gessica Rostellato, parlamentare del Movimento 5 Stelle…".

L'idea della fusione, affermano i Sindaci, riflette un modo di ragionare "spicciolo e superficiale, che massifica l'apparato pubblico ad un unico denso magma istituzionale. Non sono di certo i piccoli municipi a prosciugare il bilancio statale...ecc. ecc."

Nella citata seduta di consiglio invece ci siamo trovati davanti all'approvazione dello schema di convenzione tra i comuni di Due Carrare, Cartura, San Pietro Viminario e Pernumia per la verifica della "...fattibilità della fusione in un unico comune".

Ma come, signori Sindaci? Due mesi fa eravate contrarissimi alla fusione (tanto da definire la nostra proposta "spicciola e superficiale") e ora fate l'esatto opposto?

Non potendo, per ovvi motivi, essere autonomi di pensiero, i Sindaci locali (a parte qualche più che rarissimo caso) rispondono a logiche nazionali: da Venezia e da Roma arrivano ordini politici e loro eseguono. Se l'ordine è quello di ridicolizzare, rigettare e infangare tutto ciò che propone il Movimento 5 Stelle allora questo è ciò che va fatto,senza curarsi minimamente del contenuto. Se poi arriva l'ordine che contrasta con quanto affermato qualche giorno prima non importa: i capi vanno sempre "accontentati".

Le norme e le leggi, sia regionali che nazionali, noi le abbiamo lette e studiate da tempo, e non ci svegliamo solo ora. Avevamo scritto e anche detto che esistevano fondi e finanziamenti per i comuni che si fondevano tra loro, ma non solo: che vengono comunque garantite le identità locali. Ricordiamo infine che qualsiasi progetto di fusione si dovrà concludere per legge con un referendum tra i Cittadini coinvolti, proprio come da noi detto e scritto.

Ci rendiamo conto (tristemente) di essere noi, il Movimento 5 Stelle, fatto di semplici cittadini prestati alla politica, più seri, coerenti e informati di coloro che ci amministrano e questo non è un bene; ma dimostra una volta ancora che l'amministrazione a livello locale è fatta per lo più da persone che si sono formate nella politica degli annunci e dei favori, dei capi e dei sottocapi a cui rendere conto.

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