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Sindaco a consigliera: "ghe sbrego el cu…", Idv scrive al prefetto

L'uscita del primo cittadino di Grantorto Gavin risale al dicembre scorso. Destinataria la capogruppo dell'opposizione militante nell'Italia dei Valori Stefania Malfatti, di cui il segretario provinciale Pipitone prende le difese

Approda sulla scrivania del prefetto di Padova Ennio Mario Sodano il caso dell'infelice uscita del sindaco di Grantorto Luciano Gavin in occasione del consiglio comunale dello scorso 21 dicembre in cui, dopo un'accesa discussione sui costi di un campo da hockey, usò testuali parole "su questi temi ghe sbrego el cu…" nei confronti della consigliera Stefania Malfatti, presidente del gruppo di opposizione “Obiettivo Grantorto” e militante dell'Idv.

RICHIAMO AL SINDACO? A distanza di quasi 4 mesi dal fatto è il capogruppo regionale di Italia dei Valori Antonino Pipitone, nonchè anche segretario provinciale del partito, a rispolverare l'episodio considerato tutt'altro che concluso e che ha deciso per questo di prendere carta e penna e scrivere una lettera al prefetto chiedendo "se sussistano i presupposti che consiglino e giustifichino un Suo intervento censorio. Elementi tali da rendere il comportamento del Sindaco passibile di un richiamo".

LA LETTERA. "Ritengo – scrive nella missiva Pipitone - che l’espressione in questione sia molto grave ed irriguardosa, in nessun modo ascrivibile ad un normale dibattito democratico fra forze di diversa appartenenza politica. Le parole usate sono oltraggiose. Non meno censurabile e preoccupante il fatto che, a distanza di mesi, il Sindaco non consideri la sua espressione come sopra le righe, e che quindi non abbia mai accennato a delle scuse, che potrebbero invece contribuire ad un clima di maggior distensione all’interno del Consiglio comunale. Non sono le minuscole dimensioni del Comune interessato a fare la differenza. Non lasciamo che colorino di bonomia quelle che possono sembrare innocue “baruffe” di periferia, ma difendiamo i ruoli all'interno delle istituzioni, proteggiamo il rispetto che deve caratterizzare i rapporti tra i rappresentanti del popolo, e con esso il buon funzionamento della Democrazia. Anche in un piccolo municipio di nemmeno 5.000 anime".

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