Il sindaco di Vo', Martini: «Il mio terzo mandato doveva essere il più facile, il Covid ha cambiato tutto»

E' a Padova, sotto il Salone, promuove prodotti tipici di aziende di Vo’. Il pericolo sembra passato e i giorni più bui sono alle spalle, si può tornare a pensare alle viti e al vino: «La determinazione e il carattere dei cittadini di Vo’ possono essere d’esempio per tante persone»

Per il sindaco di Vo’, Giuliano Martini, il terzo mandato avrebbe dovuto essere una passeggiata. Un paese dove ci si conosce tutti, si era amministrato bene in due precedenti mandati, non lo poteva certo spaventare quest’ultimo. Chi avrebbe mai potuto prevedere non solo l’epidemia di Covid 19 ma addirittura di essere il sindaco di uno dei comuni focolai italiani. Ma se i comuni lombardi hanno pagato scelte a detta di molti esperti, sbagliate, a Vo’ e in Veneto è stato l’opposto. Così il nome di Vo’ circola sì per tutto il mondo ma per via dello studio, unico, portato avanti dalla Regione con la regia del professor Andrea Crisanti. Il resto è storia. Vo’ è il primo comune a essere chiuso in Veneto, riaperto, ironia della sorte, con l’inizio del lockdown. Ma il nome di Vo’ non ha fatto il giro del mondo per questo ma per l’ormai celebre studio del professor Crisanti che ha permesso di raccogliere dati che altrimenti non sarebbe mai stato possibile reperire.

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Lo incontriamo a Padova, sotto il Salone che promuove prodotti tipici di aziende di Vo’. Oggi il pericolo sembra passato e i giorni più bui sono alle spalle, si può tornare a pensare alle viti e al vino. «La determinazione e il carattere dei cittadini di Vo’ possono essere d’esempio per tante persone». Quanto preoccupato era? «Molto, ma non terrorizzato, quello mai. Avere paura fa parte del gioco ma aiuta a limitare gli errori». Certo che per un sindaco che ha già esperienza pregressa nel ruolo, che deve amministrare un piccolo paese che non è esattamente New York, non poteva certo immaginare che sarebbe capitata una cosa così: «Assolutamente no, anzi, ero sicuro che sarebbe stata una passeggiata - dice tradendo emozione anche se ben coperto dalla mascherina - invece non si può mai ipotecare il futuro».

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