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Sinigaglia, consigliere regionale Pd: «Timore per il Sant'Antonio, troppe incertezze per i tempi sul nuovo ospedale»

«Non ci deve essere fretta nel trasferire il Sant'Antonio all'azienda, altrimenti si rischia di perdere funzioni essenziali per i cittadini, come la prevenzione, l'assistenza e le cure»

Anna Barzon, consigliere comunale e Claudio Sinigaglia, consigliere regionale Partito democratico, hanno incontrato la stampa per parlare delle principali modifiche in ambito sanitario a seguito dell'approvazione da parte della Giunta regionale del Veneto delle "schede ospedaliere" valide per il prossimo quinquennio. Non sono positivi i giudizi dei due esponenti del Pd. Le perplessità riguardano sia il destino dell'ospedale Sant'Antonio, che secondo i due esponenti del Pd sarà evidentemente depotenziato e i tempi sul nuovo ospedale. Ma anche dei passaggi effettuati in giunta, non convincono.

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«Abbiamo davvero timore che venga dismesso il Sant'Antonio. Mancano i primari in diversi reparti e nel passaggio commissione giunta vengono ad essere modificati dati importanti. Psichiatria ad esempio passa da trentadue a venti posti letto. Era stata votata una scheda dal consiglio poi in giunta regionale è stato deciso altro».

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«Noi però pretendiamo che venga riqualificato il polo di via Giustiniani come è stato deciso nell'accordo di programma oltre alla realizzazione del nuovo polo a Padova Est. Deve essere inserito nel piano socio sanitario. Non ci deve essere fretta quindi nel passare il Sant'Antonio all'azienda, altrimenti si rischia di perdere funzioni importanti sia nell'uno che nell'altro caso. L'azienda ospedaliera ha una vocazione di ricerca, ma non ha reale rapporto con il territori, perché strutture come il Sant'Antonio garantiscono livelli essenziali dei cittadini, come prevenzione, assistenza e cure». 

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