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Gli Stati generali del Pdl Veneto in fiera a Padova

Presenti il segretario nazionale Angelino Alfano, il coordinatore Ignazio La Russa, gli ex ministri Renato Brunetta, Maurizio Sacconi e Giancarlo Galan. Tra le questioni sul tappeto, oltre al processo Mills e Berlusconi: le liberalizzazioni, la legge elettorale, i rapporti con la Lega

Gli Stati generali del Popolo della Libertà del Veneto si sono riuniti ieri, sabato 21 gennaio, a Padova nella sala Carraresi in fiera.

All'assemblea era presente il segretario politico nazionale Angelino Alfano, attorniato dagli amministratori locali, gli eletti e i quadri di partito. Tra i relatori anche l'ex ministro della Difesa del governo Berlusconi, il coordinatore del partito Ignazio La Russa. A prendere la parola anche l'ex ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, e gli ex ministri Maurizio Sacconi e Giancarlo Galan.

LIBERALIZZAZIONI. “Apprezziamo lo sforzo del governo di aver portato avanti il tema molto caro, che e quello delle liberalizzazioni – ha detto Alfano questa mattina dal palco padovano - Siamo a favore, con l'obiettivo che queste facciano un buon servizio al cittadino, riducendo i costi e offrendo servizi migliori. Se saranno in grado di centrare questo obiettivo, non solo ne saremo ben lieti, ma le sosterremo in Parlamento".

"Se era necessario un super governo tecnico per le liberalizzazioni, forse, c'é molta delusione". È però il giudizio espresso da Brunetta, che si è poi chiesto "dove sono i provvedimenti sulle banche, e quelli sulle infrastrutture, i provvedimenti sull'efficienza del sistema? La crescita sullo sviluppo economico - ha evidenziato - non si fa con un po' più di farmacie e un po' più di taxi".

Per l'ex ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, le liberalizzazioni "sono importati anche se, probabilmente, non così rilevanti come sono state da alcuni presentate". "Sono un passaggio utile, necessario; ma il grande tema - ha aggiunto - è il rapporto con le banche. Perché attraversiamo un anno nel quale le imprese potrebbero avere un grande problema di liquidità". Sacconi ha ricordato che le banche italiane hanno ricevuto dalla Bce 50 miliardi di euro "a tasso agevolatissimo e non sempre questo finanziamento - ha ricordato - si è risolto in favore delle imprese e delle famiglie. Troppo spesso le nostre banche hanno impegni concentrati su ispirazioni e investimenti di carattere speculativo, immobiliare o finanziario".

LEGGE ELETTORALE. Il Pdl è propenso a "salvaguardare i pregi dell'attuale legge elettorale - ha continuato il segretario nazionale - In primo luogo è importante che i cittadini sappiano fin dall'inizio chi sarà il primo cittadino: nel caso in cui vinca il centrosinistra e nel caso in cui vinca il centrodestra. Dal 1948 al 1994 non lo sapevano. Siamo per eliminare i difetti di questa legge elettorale. Occorre restituire ai cittadini i loro eletti. È chiaro che questo diritto va sommato al primo diritto di sapere in anticipo chi sarà il primo ministro e ciò perché vedo spesso dietro i tentativi di riforma elettorale la tentazione di portare indietro le lancette dell'orologio".

LEGA E PD. "Ciò che è accaduto a Roma segna una difficoltà nel rapporto e nell'alleanza con la Lega", ha proseguito Alfano. Per il quale, comunque, "le tante amministrazioni e i tanti governi regionali che insieme condividiamo possano rappresentare un filo che tiene unito in prospettiva anche il nostro partito a quello della Lega". Mentre con il Pd "i rapporti sono stati nulli, come sono sempre stati".

"Molte delle posizioni e iniziative del PdL sono state sacrificate alla golden share che la Lega ha avuto. Mai più", ha affermato l'ex ministro Giancarlo Galan. "Sì ad alleanze - ha aggiunto - ma mai più con qualcuno che abbia il potere di ricattarti con un'azionariato inferiore". Per Galan "é troppo comodo fare l'alleanza quando si ha bisogno dell'alleato, e mandarlo a casa quando conviene. E' un po' comodo governare il Paese per tre anni, condizionarne moltissimo l'azione di governo, e poi quando conviene togliersi dalle responsabilità e collocarsi all'opposizione". Secondo il leader veneto del Pdl il suo partito "non è messo bene, ma paradossalmente - ha osservato - gli altri sono messi peggio di noi. La Lega è in una situazione disastrosa e il Pd è messo male. In un sistema bipolare i due partiti maggioritari dovrebbero distribuirsi l'85-90% dei consensi. Pd e PdL arrivano invece a malapena sopra il 50%".

BERLUSCONI. "Ieri ho visto Berlusconi e ho avuto il piacere di ospitarlo nel mio studio che è attaccato al tribunale, dopo il suo impegno, per una visita di cortesia. Non l'ho visto polemico nei confronti di questo governo". Ha affermato il coordinatore del PdL, Ignazio La Russa. L'ex ministro della Difesa ha spiegato di aver visto Silvio Berlusconi "motivato a cercare di dare soluzioni all'Italia". "Quello che è chiaro - ha aggiunto La Russa - è che non era colpa di Berlusconi; credo che questo voleva dire l'ex premier". "Ormai - ha ribadito - non c'è un solo italiano che creda a quella barzelletta che erano riusciti a raccontarci che fosse responsabilità di Berlusconi e del suo governo la crisi economica". Per La Russa, Berlusconi "è pronto a dare il suo apporto e quello del PdL, sotto la guida di Angelino Alfano, che in Veneto sta cercando le ricette per contrastare una crisi che viene da lontano e che noi abbiamo il dovere di vincere e di battere".

Alfano è intervenuto anche sul processo Mills, ritenendo che Silvio Berlusconi stia subendo a Milano un "accanimento persecutorio" da parte della magistratura. "Tra 15-20 giorni - ha detto a Padova - il processo Berlusconi-Mills andrà in prescrizione. E i processi che vanno in prescrizione sono già morti. E per questo non si sprecano risorse, che sarebbe invece meglio usare per concludere altri procedimenti". Secondo Alfano a Milano "non si sta 'facendo non un processo, ma un campionato mondiale di F1 per riuscire a ottenere una condanna platonica per il presidente Berlusconi. Se tutta la giustizia italiana avesse la stessa velocità che si registra a Milano per Berlusconi avremo processati e in galera tutti i rapinatori". "Berlusconi - ha concluso - è costretto a stare in un processo dove lo stesso Mills ammette di non aver ricevuto denaro da lui. Ribadiamo perciò che contro Berlusconi, sia o no al governo, c'e un accanimento persecutorio".

TOSI E LE MANOVRE SCALIGERE. "Ho un buon rapporto con Flavio Tosi e non voglio polemizzare. Ma ciascuno deve sapere che i percorsi si fanno con i cittadini e non vedo nessun interesse per questi ultimi a rompere una coalizione come quella di centrodestra che sta dando a Verona il sostegno e la possibilità di far crescere la città". E' questo il pensiero di La Russa in merito alle manovre nella città scaligera, retta da una coalizione PdL-Lega, in vista delle prossime elezioni amministrative. "Se Tosi commettesse un errore del genere, non solo lui, ma anche Verona ne pagherebbe le conseguenze. Siamo convinti che a Verona il PdL continuerà a fare parte della maggioranza dopo le elezioni. Con Tosi, mi auguro, ma non necessariamente".

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