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Nuovo statuto, l'opposizione non partecipa al voto: «Cittadini esclusi dal dibattito amministrativo»

«Nonostante la nostra richiesta di ritiro dell'ultimo punto all'ordine del giorno della seduta del 26 luglio scorso - spiega il capogruppo Fabio Borina - la maggioranza ha deciso comunque di approvare un testo che esclude la possibilità dei cittadini di intervenire nel dibattito amministrativo su molti temi»

Il gruppo consiliare "Con Noventa" non ha partecipato alla votazione del nuovo Statuto Comunale: «Nonostante la nostra richiesta di ritiro dell'ultimo punto all'ordine del giorno della seduta del 26 luglio scorso - spiega il capogruppo Fabio Borina - la maggioranza ha deciso comunque di approvare un testo che esclude la possibilità dei cittadini di intervenire nel dibattito amministrativo su molti temi, il sindaco Bano ha giustificato questa scelta criticando le diverse petizioni presentate in questi mesi dalla cittadinanza. Gli strumenti della democrazia - prosegue - sono visti da questa Amministrazione come un intralcio. L’ascolto dei cittadini, non il farsi ascoltare, è il termometro con il quale si percepisce la volontà di far vivere una comunità con uno spirito democratico e non monocratico o podestarile».

Statuto Comunale

Il gruppo "Con Noventa" ha evidenziato che parte del nuovo testo non era nemmeno stato visionato in Commissione, avendone la maggioranza cambiato alcuni articoli ed inseritone altri ex novo solo in fase di deposito della proposta in Consiglio Comunale. «Inoltre le due commissioni dedicate a questo testo - prosegue Borina - sono state insufficienti a trovare una condivisione su alcuni punti fondamentali, nonostante le numerosissime e puntuali proposte avanzate». Il consigliere Silvia Bernardo rileva: «La proposta di revisione da parte della maggioranza era motivata dalla necessità di rispettare la normativa vigente, il testo presentato però non contiene alcun aggiornamento normativo né terminologico». Lo Statuto traccia e definisce regole non solo nell'organizzazione per il funzionamento degli organi di governo del Comune, ma stabilisce anche le modalità della partecipazione continua dei cittadini all'attività politico-amministrativa: parte più delicata e cartina di tornasole per misurare il grado di democrazia attiva e partecipativa che si vuole dare alla comunità. «Nella bozza presentata alla Commissione di inizio luglio - spiegano i rappresentanti della minoranza - le commissioni consigliari sono state derubricate da permanenti a facoltative e non erano nemmeno indicati i titolari dei diritti di partecipazione della popolazione, nemmeno un minimo di disciplina per alcuni istituti ed era prevista invece l'esclusione totale dei cittadini stranieri dalla vita politica dell'ente, contrariamente a quanto imposto dalle norme. Tale grave lacuna è stata solo in piccola parte sanata nell’allegato Statuto alla delibera, in accoglimento di alcune osservazioni presentate del consigliere Silvia Bernardo.

Minoranza

E proprio nella parte relativa agli istituti di partecipazione come petizioni, istanze, proposta di deliberazione, si sono avute in Consiglio le maggiori contestazioni da parte della minoranza, che ha ricordato come partecipare all'Amministrazione significa poter avanzare proposte, chiedere emendamenti di modifica di atti amministrativi, sollecitare risposte, suggerire eventuali sospensioni di procedimenti amministrativi altrimenti il tutto si riduce a dare un parere e fare attività di mera consultazione. Invece su tutti i vari strumenti di partecipazione hanno aumentato di molto la lista degli argomenti nei quali non possono essere attivati. La maggioranza ha giustificato la necessità di procedere alla revisione dello Statuto per eliminare alcuni passaggi poco chiari e per rendere tutto più snello, affidando la maggior disciplina ai regolamenti che possono essere cambianti in modo più agevole. Ma legge prevede che sia lo statuto, non l’eventuale successivo regolamento a prevedere “procedure per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame”. La minoranza ha sottolineato questo aspetto e fatto presente che la logica di snellezza non poteva arrivare ad eliminare dallo Statuto i principi, i criteri e le garanzie fondamentali ai quali i successivi regolamenti devono attenersi.

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