Tribano: Pat (Piano di assetto territoriale) sotto accusa

Cavazzana (Noi+Voi): "Un piano non concertato con i cittadini e le associazioni che prevede solo nuove espansioni abitative"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Un paese che non è cresciuto ma anzi negli ultimi 2 anni ha perso abitanti con un aumento di invenduto nel settore immobiliare abitativo. Un paese che eredita dal P.R.G. vigente 147.000 metri cubi a 6 anni dalla sua approvazione urbanistica con un potenziale insediabile di 965 abitanti sono tutti ancora integralmente da realizzare. Questa è la situazione di fatto attuale del Comune di Tribano.

Di fronte a questo il nuovo Pat propone 337.000 nuovi metri quadri, circa 176.000 metri cubi che vanno ad aggiungersi a quelli esistenti con la previsione di un ulteriore aumento della popolazione di 981 abitanti teorici. Una previsione complessiva tra Prg esistente e quelli proposti dal Pat di 1846 nuovi abitanti nel decennio. UNA FOLLIA.

Ma ritornando al piano non si può non osservare che, prima della sua presentazione definitiva, sono state convocate solo due assemblee pubbliche, una si è tenuta il 18 Novembre 2011 alle ore 10:00 riservata solamente agli enti professionisti e alle associazioni e un'altra si è tenuta lunedì 29/11/2011 riservata alla cittadinanza. Questo il solo tempo dedicato alle molteplici criticità ed opportunità del piano. Un tempo che risulta del tutto inadeguato rispetto a quanto previsto dallo spirito legislativo vigente. A maggior ragione questo vale per i Gruppi Consigliari, che non hanno mai potuto confrontarsi con la redazione del Pat. Partecipare attivamente al processo di piano, così come inteso nella legislazione, significa mantenere un continuo e costruttivo rapporto con chiunque intendesse fare proprie o plurime istanze di gestione territoriale. Di questo nessuna traccia. Il Pat di Tribano così approvato presenta un'approfondita analisi tematica, alla quale non ha fatto seguito nessuna istanza né con la cittadinanza, né con le Associazioni.

Il piano si presenta come la vetrina di un'agenzia immobiliare decisa, dalle strategie politiche dettate dai soli voleri della Giunta Comunale, racchiusa nei suoi uffici, e propone, a fronte di dati surreali, un ampliamento smisurato di potenziali aree edificabili. Il tutto deciso esclusivamente in base ad un calcolo matematico e alla mera volontà decisionale della Giunta. Il Comune di Tribano si trova ad avere un Pat che prevede più volume della città di Firenze. Il Sindaco Matteo Renzi infatti ha varato un piano regolatore a volume zero mentre il nostro piccolo paese di poco più di 4465 abitanti presenta un piano di 337.000 nuovi metri quadri.

Nel nostro Comune non trovano spazio le parole rigenerazione, protocollo ambientale, agenda 21, protocollo energetico se non in maniera del tutto generica. Non si ha il coraggio di introdurre la previsione di un sottopasso sulla Monselice mare nonostante la stessa Provincia in occasione dell'approvazione del progetto della rotatoria sottolineava l'assoluta necessità di risolvere la problematica ciclo-pedonale. Non si ha avuto il coraggio di aprire il dibattito sul trasporto pubblico attualmente quasi inesistente. Non si ha avuto lo stesso coraggio del sindaco di Este, Giancarlo Piva, di adottare l'Agenda 21. Non si ha avuto il coraggio di introdurre un protocollo energetico.

I nostri Amministratori hanno del tutto ignorato il vissuto del nostro territorio di quest'ultimo quinquennio che ha subito tra il 2008 e il 2012:

- una perdita di investimenti immobiliari del 35%;

- una perdita di investimenti della produzione non residenziale del 56%;

- una contrazione di quasi il 5% del mercato complessivo del rinnovo.

Unico dato in controtendenza riguarda il mercato del rinnovo residenziale, che tra il 2008 e il 2012 è cresciuto dell'1,9% e del rinnovo non residenziale che è cresciuto nel periodo del 6,9%. Non si è tenuto conto del monito lanciato dal governatore Luca Zaia, che pochi mesi fa ha dichiarato una vera e propria moratoria di case e capannoni sottolineando "…nel Veneto si è costruito troppo non possiamo continuare così ". Così ribadiva il presidente della Giunta Regionale "…E' necessario fermarsi e questo vale sia per le abitazioni, che per i capannoni industriali, piuttosto diamo valore al recupero di volumi esistenti". E ancora: "…non possiamo continuare a sfigurare il paesaggio, a consumare il territorio, ad offrire il destro a speculazioni che oggi tra l'altro, non hanno più mercato e provocano un danno ancora più grave perché il patrimonio esistente a fronte di nuove costruzioni si svaluta e perde di valore.

Per queste motivazioni il gruppo noi+voi ha votato contro il Pat e chiede al Pesidente Zaia di intervenire per fermare questo assurdo paradosso urbanistico, che di fatto distrugge in maniera definitiva il futuro dei nostri Paesi.

Il Capo Gruppo

Architetto Massimo Cavazzana

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