Sindacato degli studenti UDU, anche loro contrari agli specializzandi negli ospedali

Sulle delibere in questione si esprimono fortemente contrari i due consiglieri nazionali degli studenti universitari, da poco eletti nel Nord-Est con il sindacato studentesco UDU - Unione degli Universitari

L'ìniziativa della Regione del 14 agosto, presa dal Governatore Luca Zaia di assumere 500 medici non specializzati sta raccogliendo molte critiche. Dopo gli atenei anche gli studenti si sono detti perplessi. 

Udu vs Zaia

L'Udu di Padova, il sindacato degli studenti, si è espresso in maniera molto critica: «Attraverso un bando di cui tuttora si ignorano i dettagli, prevedendo un percorso di formazione nemmeno paragonabile a quello previsto dalla normativa nazionale. Una manovra di 25 milioni di euro all'anno, giustificata dalla giunta per colmare la carenza di personale negli ospedali della regione. Sulle delibere in questione si esprimono fortemente contrari i due consiglieri nazionali degli studenti universitari, da poco eletti nel Nord-Est con il sindacato studentesco UDU - Unione degli Universitari. Dichiara Marco Dario - Continuiamo a vivere in un contesto in cui il diritto allo studio, oltre ad essere sottofinanziato, viene addirittura snobbato dalla giunta regionale che preferisce scialacquare parte del suo bilancio per puro opportunismo politico legato alla partita sull'autonomia che ancora si sta giocando, mettendo in secondo piano la salute dei propri cittadini. Se fossimo governati da una giunta con un minimo di lungimiranza, quei soldi sarebbero andati a finanziare altre borse di specializzazione per gli studenti di medicina delle Università di Padova e Verona». Continua Sofia Giunta: «Non possiamo accettare una simile soluzione, che andrà inevitabilmente ad abbassare la qualità di un servizio fondamentale come la sanità pubblica. La via percorribile è una sola: aumentare i finanziamenti al diritto allo studio e, in particolare, aumentare le borse di specializzazione, riducendo così l'imbuto formativo che da troppo tempo attanaglia le Scuole di Medicina e l'intero sistema sanitario nazionale. Con l'inizio del nuovo Anno Accademico riprenderemo il nostro lavoro di rappresentanza negli atenei e presso il Ministero dell'Istruzione affinché si intervenga al più presto sulla deriva del nostro sistema sanitario». 

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