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Udu, richiamo all'Ateneo: «Per gli studenti troppi ostacoli ma il Bo non ci ascolta»

«Le tasse universitarie sono alte, addirittura più alte rispetto allo scorso anno, ma il servizio non è minimamente comparabile a quello in tempi di non emergenza»

A metà della sessione invernale il sindacato studentesco UDU Padova stende un primo bilancio sulla condizione in cui si trova la comunità studentesca dell'ateneo. «Ogni anno le sessioni d'esame hanno alcuni inciampi e alcuni docenti non proprio disponibili, ma quest'anno la situazione è stata particolarmente colorita, giungendo ad estremi intollerabili - dichiara Pietro Notarnicola, coordinatore dell'UDU Padova - ma quel che è peggio è che sia le strutture periferiche che la governance hanno fatto orecchie da mercante. In tutte le Scuole dell'Ateneo si sono tenuti esami in presenza, come previsto dalle linee guida dell'Ateneo, ma con una diversità di trattamento che cambia da esame a esame. Ci sono docenti che non garantiscono in nessun caso la forma telematica, nel pieno di una pandemia; chi non è per nulla interessato al fatto che uno studente non si sia trasferito a Padova quest'anno, approfittando della modalità online, per cui gli viene chiesto di venire a Padova da regioni anche molto lontane per sostenere un esame, con un notevole costo per questo periodo. C'è poi chi richiede dati personali che attestino la condizione di malattia o di isolamento, non tollerando in alcun modo altre forme di autocertificazione da parte dello studente, nel pieno di un'emergenza sanitaria. Ed è così che migliaia di studenti sono stati messi davanti alla scelta tra il proprio diritto alla salute e il proprio diritto allo studio».

Autocertificazioni

Continua Virginia Libero, rappresentante UDU in Senato Accademico: «Tutto è accomunato da un unico sentimento: gli studenti sono dei pericolosi copiatori seriali, e bisogna impedire il più possibile che lo facciano! Lo Stato chiede un'autocertificazione per giustificare un proprio spostamento in questa emergenza, ma per l'Ateneo è inconcepibile che uno studente autocertifichi il proprio impedimento a recarsi in presenza, nel pieno di una pandemia». Una richiesta irricevibile la possibilità di autocertificarsi, tanto che è stata pesantemente cassata nel Senato Accademico del 9 febbraio, a partire dallo stesso Rettore. Solo alcuni docenti si affidano serenamente a delle autocertificazioni, ma nel complesso pare che degli studenti non ci si possa proprio fidare.

Connessioni

Riprende Enrico Caccin, neoeletto in Senato Accademico: «Ma le assurdità di questa sessione non finiscono qui: bocciature in tronco in caso di connessione instabile ad Agripolis; svolgimento di esami in tempi improponibili ad ingegneria; bocciature di massa a scienze politiche ed economia. Sempre ad Economia salti d'appello a discrezione del docente, nonostante il corso offra soli quattro appelli durante l'anno, per poi concludere con una mail indimidatoria in cui si chiede agli studenti di non contattare in alcun modo il docente pena la decurtazione di punti dall'esame sostenuto. La pandemia ha fatto male a tutti, ma così è troppo».

Congelati

In questo scenario rimangono congelati gli 11 milioni rimasti dai benefici straordinari previsti per quast'anno: «I bonus non risultavano utili alla maggior parte degli studenti, a causa dell'acuirsi della pandemia, ma l'emergenza non è passata e le difficoltà economiche continuano a persistere" prosegue la rappresentante UDU in CdA d'ateneo, Anna Tesi "Non si può aspettare di usare quei soldi per il prossimo anno accademico, usandoli in maniera spot solo per attirare più studenti ed incrementare il finanziamento statale: l'Ateneo deve pensare adesso ai suoi studenti! Le tasse universitarie sono alte, addirittura più alte rispetto allo scorso anno, ma il servizio non è minimamente comparabile a quello in tempi non emergenziali. Se è vero che l'Ateneo non ha avuto risparmi in questa emergenza,  anche le famiglie si sono impoverite, e non venire loro incontro in questa fase con un'ulteriore calmierazione delle tasse a chi ne ha bisogno è una scelta politica che noi non condividiamo. Non possiamo pagare tasse spropositate per un simile trattamento».

Raccolta firme

I rappresentanti dell'UDU lanciano quindi una raccolta firme per chiedere di reinvestire gli 11 milioni e procedere con una calmierazione delle rate in base al reddito. Conclude Notarnicola: «Siamo consapevoli degli sforzi fatti dall'Ateneo e soprattutto dal personale per adattarsi a questa emergenza, e anche che le risposte più importanti debbano arrivare dallo Stato, ma adesso bisogna guardare in faccia la realtà e non prendersi più in giro, prestando attenzione al disagio che gli studenti stanno manifestando».

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