Politica

Ventimila alberi per Padova. Giordani: «Promessa mantenuta». Gallani: «Investimento che guarda al futuro»

L'assessora Chiara Gallani: «Questi alberi, che pianteremo di dimensioni già relativamente grandi, sono destinati a diventare infatti la principale infrastruttura verde del territorio urbano, fornitori di essenziali servizi ecosistemici»

La promessa era 20.000 nuovi alberi in città. 10.000 sono stati già messi a dimora in questi quattro anni, altri diecimila lo saranno entro il prossimo anno grazie al progetto “10.000 alberi per Padova” inserito dalla Giunta nell’elenco annuale dei lavori Pubblici- Capitolo Verde per il 2021. Un progetto che è stato elaborato dal Settore Verde, Parchi e Agricoltura Urbana e che abbraccia tutta la città in una visione complessiva di miglioramento del patrimonio arboreo del nostro territorio e della qualità della vita in ogni quartiere e che non ha precedenti nella storia della cura del verde in città per numero di esemplari piantati in così poco tempo oltre che per organicità dell’intervento. La Strategia nazionale del Verde Urbano è in linea con le richieste in tema di sostenibilità della Commissione Europea e individua un nuovo modello di pianificazione urbana più attenta alla mitigazione e all’adattamento al cambiamento climatico, alla tutela della biodiversità e alla riduzione della “artificializzazione” degli spazi urbani.

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Anche per questo la presentazione del progetto punta ad intercettare eventuali risorse aggiuntive destinate al sistema del verde nel Pnrr (Piano nazionale per la ripresa e la resilienza) e quindi delle risorse che saranno messe a disposizione dal Recovery Plan all’Italia. Il progetto interviene su ben 536 aree in città, ritenute idonee a ricevere la messa a dimora di piante (da una a duecento per area a seconda degli spazi e delle caratteristiche del luogo) per un totale di 10.000 esemplari appartenenti a specie diverse.Si va dagli aceri ai carpini, dalla farnia al leccio fino ai salici, ai tigli e ai bagolari, tanto amati nel nostro territorio (l’elenco completo con il numero indicativo degli esemplari previsti è nella tabella allegata). Tutte le specie sono state scelte in funzione della loro capacità di tollerare meglio le condizioni di stress tipiche dell’ambito urbano. Queste messe a dimora permetteranno anche di compensare le perdite dovute ai danni delle numerose tempeste -decisamente anomale- che in questi ultimissimi anni hanno messo a dura prova il nostro patrimonio arboreo.

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«A Padova - sottolinea Giordani - non si è mai realizzata la messa a dimora di ben 10.000 nuovi alberi, e per di più in soli 12 mesi. Lo avevo promesso a inizio legislatura: 20.000 alberi in cinque anni e con questi 10.000 il numero è raggiunto. Sono particolarmente contento di questo risultato perché gli alberi sono, se posso fare un paragone inconsueto, una delle infrastrutture più importanti della nostra città per il futuro. Con l’assessora al verde Chiara Gallani, abbiamo ben chiaro la nostra responsabilità verso chi abiterà a Padova tra 20 - 30 o 50 anni. Questa è la politica che ci piace, avere uno sguardo che non si limita all’oggi ma è capace di disegnare la città del futuro. Per questo dico che la piantumazione di questi alberi è importante tanto quanto il Nuovo Ospedale e le linee tranviarie che realizzeremo in città. Sono questi i cardini sui quali Padova poggerà il suo futuro più sostenibile, più vivibile, più attrattivo sotto ogni aspetto, turistico ed economico, residenziale e sociale. L’emergenza ambientale è oramai sotto gli occhi di tutti, e solo chi è in malafede può pensare di ignorarla o negarla. Essa porta con se, come stiamo vedendo anche con la pandemia conseguenze imprevedibili sulla salute, ma anche sui nostri modelli economici e sociali. Gli alberi sono un potente antidoto al progressivo peggioramento della situazione. Piantiamoli, curiamoli, amiamoli».

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«I 10.000 alberi - evidenzia l'assessora Chiara Gallani - che entro 12 mesi saranno messi a dimora rappresentano il migliore investimento possibile sul nostro futuro. Questi alberi, che pianteremo di dimensioni già relativamente grandi, sono destinati a diventare infatti la principale infrastruttura verde del territorio urbano, fornitori di essenziali servizi ecosistemici. Grazie ad essi saremo in grado di migliorare la qualità della vita della comunità e la resilienza del territorio, rendendolo più adatto a reagire agli effetti negativi dei cambiamenti climatici. Significativi effetti positivi si avranno anche sulla salute e il benessere della popolazione, sull’attrattività turistica della città e la sostenibilità dello sviluppo urbano nei prossimi decenni. Questi 10.000 alberi rappresentano infatti l’asset fondamentale del Piano del Verde in fase di elaborazione, teso alla pianificazione e alla gestione di tutto il verde urbano di oggi e di domani. Inoltre, essi rappresentano un risorsa efficacissima per rendere concreti gli impegni contenuti nel PAESC (Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima) di prossima approvazione, che definisce interventi mirati a ridurre le emissioni di gas serra, a contrastare il cambiamento climatico e a rendere il territorio urbano capace di adattarsi meglio agli effetti del riscaldamento globale (ondate di calore, esondazioni, siccità, precipitazioni intense). Oltre ad essere una conferma del riconoscimento di Padova come Tree city of the world. Oggi, quindi, questa amministrazione compie un vero cambio di passo nella direzione degli obiettivi green fissati all’inizio del suo mandato e contenuti anche nel Piano di gestione delle alberature (approvato a inizio 2020) che prevede, da qui a venti anni, di triplicare la superficie arborea cittadina (dall’1.8% al 5%), aumentare la biodiversità, garantire che almeno il 20% delle specie piantate siano adatte ai cambiamenti climatici, connettere attraverso gli alberi il tessuto urbano con le zone circostanti. Per finire naturalmente con l’obiettivo non scritto ma più importante di tutti: rendere Padova molto molto più bella e sana».

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