Zaia, lettera a Conte: «Il Dpcm divide immotivatamente la Regione a metà»

«Questo decreto spacca la Regione a metà. Ho così deciso di confrontarmi col comitato tecnico scientifico della Regione che ha prodotto una relazione che ho inviato a Governo e Protezione Civile»

Luca Zaia

«Il Veneto si oppone alla creazione delle tre zone di isolamento previste dal Dpcm. Nelle controdeduzioni inviate al Governo, sulla base delle conclusioni scientifiche cui il comitato tecnico scientifico è giunto stanotte, ho chiesto lo stralcio del blocco deciso per le 3 province di Padova Treviso e Venezia. A fronte di cluster circoscritti, e che non interessano in maniera diffusa la popolazione generale, non si comprende il razionale di una misura che appare scientificamente sproporzionata all'andamento epidemiologico.Nella lettera accompagnatoria alle controdeduzioni si sottolinea come l'impegno dimostrato dal sistema sanitario regionale contrasti con una misura di isolamento estremo dei territori individuati, che non ha avuto nessun confronto né scientifico né di lealtà istituzionale con i tecnici della Regione del Veneto. Nel documento vengono riepilogate, con gli ultimi dati, le situazioni epidemiologiche nelle tre province da isolare - Padova, Venezia, Treviso - inserite nel Dpcm. Lo studio e la valutazione costante del trend dei casi e la ricerca dei contatti, oltre allo sforzo organizzativo per l'ospedalizzazione dei pazienti sia nei reparti di malattie infettive che in terapia intensiva dimostrano l'impegno del sistema sanitario regionale». Con queste parole su Fb il governatore Luca Zaia spiega i contenuti della lettera spedita al premier Giuseppe Conte. «Non è un fatto di arroganza o di irresponsabilità -  sottolinea - al primo posto c'è la salute dei cittadini. Capiamo che ogni situazione ha una storia a sé. Non si può trattare quello che sta accadendo in Veneto con altre regioni». 

Vo'

Dutante la conferenza stampa di mezzogiorno è tornato sul perché di questa decisione, presa dopo essersi confrontato col comitato tecnico scientifico della Regione che ha prodotto una relazione che è stata inviata a Governo e Protezione Civile. «Trovare il contagio ed isolarlo è stata la nostra scelta per Vo' che oggi ha un dato di infettati che è precipitato dal 3% del 22 di febbraio allo 0,5% di oggi, 8 marzo. Questo lo possiamo dire dopo i primi mille esiti dei tamponi che abbiamo effettuato nuovamente sulla popolazione. Una indagine unica a livello internazionale in una comunità confinata su un campione decisamente significativo». 

Mobilità

«Non c'è chiarezza sulla movimentazione delle merci e l'impossibilità dei cittadini di avere una chiara indicazione sulla propria mobilità. La situazione non è quindi rosea. Un decreto così importante deve chiarire, non creare dubbi. Quattro province hanno l'artitcolo due, tre hanno misure ancora più stringenti, immotivatamente. Qui ogni giorno ha la sua pena ma vedo che riusciamo a rispondere bene come sisema sanitario».

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