«Zaia sa cosa sta dicendo?» Il candidato alle regionali dei 5Stelle, Burlini, accusa il Governatore

Giorgio Burlini, candidato alle regionali nella circoscrizione di Padova per il Movimento 5 Stelle attacca il Presidente Zaia sull'efficacia dei test rapidi e sulla sua "sovraesposizione mediatica“

«Da pochi giorni Zaia sta battendo il ferro finché è caldo come si usa dire, tornando in televisione e annunciando in diretta in piena campagna elettorale che il Covid serbo ha un tasso di aggressività e contagiosità tre volte più alto del precedente». Esordisce così Giorgio Burlini, candidato alle regionali nella circoscrizione di Padova per il Movimento 5 Stelle.

Sette minuti

«A prescindere dal fatto – continua Burlini – che le sue sono solo dichiarazioni da campagna elettorale, Zaia parla di analisi effettuate, risultati ottenuti attraverso esami di laboratorio. Dove sono le prove? I risultati? Nessun documento è stato mostrato, mentre non è mancata la “pubblicità” al nuovo test anti covid di 7 minuti, smentito dallo studio del “Journal of Clinical Virology” che dimostra come l’esito di questo test non sia attendibile su un caso su due! Lo stesso Crisanti, sconsolato, ha dichiarato “la Regione ha comprato mezzo milione di kit che non servono a nulla”. A questo punto a cosa punta Zaia? Al terrorismo mediatico?».

Crisanti

Burlini si riferisce anche all’allontanamento del Prof. Crisanti e alle dichiarazioni anti app immuni. «Con Crisanti – sottolinea Burlini – abbiamo perso la vera e unica persona che aveva capito come affrontare il virus, che aveva annunciato di non mollare la presa. Ma questo a Zaia non poteva andare bene. Troppo forte la volontà di ripartire e dimostrare di essere il governatore più apprezzato. I risultati sono alla luce di tutti. Nuovi focolai (e allora perché non vengono prese decisioni immediate di quarantena almeno per quelle zone), nessuna informazione su ospedali che si devono riattrezzare. Solo parole su parole. Noi siamo per i fatti. Se Zaia sa quello che dice lo dimostri, altrimenti non ci si venga a parlare di fase due o fase tre. Da quanto vedo tutto sta scemando. Perché chiedere ulteriori misure restrittive? Vogliamo arrivare a ottobre con metà degli italiani disoccupati?».

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Turismo e comunicazione

Burlini difende anche il turismo. «Il Veneto, il nostro Veneto e Padova in particolare con Verona e Venezia, vivono di turismo. Non bastavano i danni che la giunta Veneziana ha fatto tra musei, carnevale e chiusure? Deve finirci in mezzo anche Padova solo per uno sbandieratore? Mi spiace. Non ci sto. O mi si dimostrano i fatti o al momento per me siamo a zero» conclude Burlini. Logico pensare che durante la campagna elettorale alzare i toni può aiutare ad aumentare i consensi ma dichiarazioni che possono  risultare false e/o esagerate e/o tendenziose, procurano un rilevante allarme nella popolazione in genere. La violenza comunicativa (supportata dal battage mediatico che evidenzia un’ingiustificata disparità di trattamento in prossimità delle elezioni regionali che vedono il presidente uscente ricandidarsi) è palesemente sproporzionata rispetto al problema denunciato. Si tratterebbe (il condizionale è d’obbligo) di 5 casi positivi su quasi 5.000.000 di residenti in Veneto! Soprattutto, il “terrorismo mediatico” ha innescato immediatamente ripercussioni socio-economiche dirompenti in tutto il tessuto economico veneto. Le sue dichiarazioni, infatti, hanno avuto vasta eco su tutti gli organi di stampa regionali, nazionali ed internazionali, provocando un’ulteriore grave frenata dell’economia già compromessa dall’epidemia».

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