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Zona rossa a Padova provincia, i numeri parlano chiaro: tanti i controlli, poche le sanzioni

Su quasi diciannovemila fermi tra il 15 marzo e il 4 aprile sono state comminate 443 multe. Il 2,3% dei controllati. La percentuale si abbassa ancora se si guarda agli esercizi commerciali, le sanzioni hanno colpito lo 0,6% degli esercizi controllati. L'assessore Bonavina: « L’obiettivo è quello di prevenire, non di reprimere e fare multe»

Tra Padova e provincia, dal 15 marzo giorno in cui la regione è passata in zona rossa, al 4 aprile, le forze dell’ordine e polizia municipale hanno controllato 18mila 856 persone. Nel solo weekend pasquale sono state 2560. Sono solo alcuni dei numeri più significativi, al quale però va confrontato quello delle sanzioni inflitte. Un numero esiguo se appunto raffrontato al numero di persone fermate. Su quasi diciannovemila fermi tra il 15 marzo e il 4 aprile sono state comminate 443 multe. Il 2,3% dei controllati. Sette tra queste sono state multate per inosservanza della quarantena: erano in giro invece che a casa in isolamento.

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Per quanto riguarda i locali, sono stati controllati 2964 esercizi, le multe sono state 26. Undici di questi si sono visti infliggere anche cinque giorni di chiusura. In pratica le sanzioni hanno colpito lo 0,6% degli esercizi controllati. «Sono numeri importanti che testimoniano una grande attività delle forze dell’ordine. Tanto personale messo in campo, grande controllo del territorio». Facciamo notare che le multe sono poche. «Sono felice di questo, vuol dire che c’è attenzione e responsabilità da parte della cittadinanza. Inoltre vuol dire che l’obiettivo è quello di prevenire, non di perseguire e di fare multe». L’assessore si dice preoccupato per un solo dato, quello inerente alle persone che invece di fare la quarantena sono state trovate in giro: «Sembra un’inezia ma invece è preoccupante che ci sia chi va in giro invece di starsene isolato, come bisogna fare in quei casi». Bonavina fa anche notare che il grande impiego di agenti e pattuglie ha comunque una controindicazione: «L’impegno di tanto personale nei controlli ovviamente toglie risorse ad altre attività, anche per questo bisogna sperare che al più presto finisca questa difficile situazione, dichiara l’assessore facendo riferimento alla pandemia.

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