Rilanciare l'economia dicendo addio alla carta

Recuperare 60 miliardi di euro in un anno? Semplicemente con qualche click. Ma anche non immettere 4 milioni di tonnellate di Co2 in atmosfera, non abbattere 24 milioni di alberi, lavorare 10 miliardi di ore in meno e risparmiare 12 miliardi di euro di cancelleria. Parte da Padova, dal primo workspace Menocarta.net d'Italia, la rivoluzione digitale per formare professionisti e imprenditori. Una scelta obbligata in vista della fatturazione elettronica obbligatoria per le Pa ma anche un'opportunità per il rilancio. Siglato (con firma digitale) un accordo per fornire i servizi gratuitamente a cinque onlus italiane

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Immaginate di ripianare il buco creato dall'evasione fiscale (60 miliardi di euro, dati Guardia di Finanza 2013). O azzerare in un colpo solo il costo delle centinaia di partecipate, controllate e consorzi pubblici presenti in Italia (10 miliardi di euro, dati Unione Province Italiane 2012). O ancora cancellare definitivamente la "partita" della famosa seconda rata Imu (2,2 miliardi di euro). Il tutto in pochi click. Il risparmio, secondo gli studi elaborati dall'Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano, sarebbe rispettivamente di 60 miliardi di euro l'anno digitalizzando tutti i documenti business, di 10 miliardi digitalizzando le sole fatture e di una cifra compresa tra i 300 milioni e i 2 miliardi di euro digitalizzando le sole fatture emesse dalla Pubblica Amministrazione. Ma per comprenderne i vantaggi basta anche pensare a cosa vorrebbe dire, in tempi di crisi, per un professionista come un notaio o un commercialista risparmiare una cifra pari al 20 per cento del proprio fatturato solo incidendo su carta, inchiostri e stampanti.

Il rilancio dell'economia italiana passa anche e soprattutto attraverso la correzione di alcune "brutte" abitudini. In primis attraverso la riduzione dello carta e dei costi di cancelleria, molto più rilevanti di quello che si possa pensare. Ne è convinto l'Osservatorio del Politecnico di Milano. Ma ne è convinto anche Menocarta.net, una rete di otto imprese (con sedi a Padova, Milano, Roma e Napoli) che si occupa di fatturazione digitale e di conservazione sostitutiva a norma che proprio a Padova ha deciso di aprire il primo "workspace" d'Italia per aiutare professionisti e imprenditori a dire addio alla carta. Un balzo epocale che è molto più di un semplice risparmio economico: i vantaggi che si potrebbero ottenere dalla dematerializzazione dei 45 miliardi di documenti "business" prodotti in Italia ogni anno (circa 600 miliardi di fogli di carta) si tradurrebbero in 4 milioni di tonnellate di Co2 non immesse in atmosfera, in 24 milioni di alberi non abbattuti, in 10 miliardi di ore di lavoro in meno e in un risparmio economico di 12 miliardi di euro (solo considerando i costi di cancelleria).

"E' una rivoluzione ancora più grande di quella che ci ha portato dalla tradizione orale a quella scritta" ha spiegato Riccardo Genghini, notaio, docente di Diritto Commerciale all'Università Cattolica di Milano e partner di Menocarta.net. Non va dimenticato inoltre che per molti professionisti questo passaggio potrebbe essere, oltre che un vantaggio, anche una scelta obbligata visto che ministeri, agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza, a partire dal 6 giugno, non potranno più accettare né emettere fatture in forma cartacea (disposizione applicata dal 6 giugno 2015 anche a tutti i restanti enti pubblici nazionali). Un provvedimento che di fatto si traduce nell'impossibilità di poter essere pagati, o di lavorare con gli enti pubblici se incapaci di gestire un flusso documentale digitale.

Da qui nasce infine l'idea di aprire a Padova il primo "workspace Menocarta.net" per il supporto operativo dei professionisti e delle aziende: un centro di assistenza alla dematerializzazione dei documenti e alla conservazione sostitutiva a norma, due concetti chiave per il business del futuro e per il rilancio dell'economia. Un luogo minimalista fatto da tavoli, sedie, cloud, tablet, wireless e non una stampante, nessun archivio cartaceo né carta stampata: una scommessa di certo impegnativa, per dimostrare che dire addio alla carta è possibile. La rete d'impresa Menocarta.net ha previsto l'apertura di altri sei centri di questo tipo nel resto d'Italia nel prossimo biennio.

A margine della conferenza stampa di presentazione del workspace Menocarta.net si procederà alla firma (rigorosamente digitale) del primo di cinque accordi con altrettante onlus italiane. Il protocollo siglato con la Fondazione Oic del professor Angelo Ferro impegnerà Menocarta.net a fornire gratuitamente per tre anni i servizi di dematerializzazione e conservazione sostitutiva a norma dei documenti in modo da permettere alla fondazione di concentrarsi in ciò che sa fare meglio: fare del bene. "Chi fa del bene non può certo perdere tempo e risorse per gestire archivi o documenti fiscali che potrebbero benissimo passare al digitale - ha spiegato Andrea Cortellazzo, dottore commercialista e tra i promotori di Menocarta.net - grazie ai servizi di conservazione sostitutiva e gestione dei flussi digitali vogliamo fare in modo che almeno cinque onlus italiane possano già da oggi risparmiare i costi di carta, stampanti e dipendenti addetti agli archivi per fare in modo che si possano dedicare al massimo sui loro progetti".

I numeri della carta in Italia:

  • 45 miliardi: i documenti stampati in Italia ogni anno (pari a 600 miliardi di fogli di carta)

  • 2,8 miliardi: le fatture stampate in Italia ogni anno

  • 23-27 euro: il costo medio di una fattura cartacea (cancelleria, più costo del personale e del tempo impiegato ad archiviare e recuperare i documenti).

Risparmi stimati grazie al digitale:

  • 12 miliardi di euro: il risparmio medio che si potrebbe ottenere digitalizzando i documenti (solo considerando i costi di cancelleria). In caso di digitalizzazione delle sole fatture si ipotizza un risparmio di 10 miliardi di euro ogni anno a livello nazionale, ma si arriva a 60 miliardi di euro l'anno se si considera tutti i documenti che potrebbero essere gestiti in digitale. Il risparmio oscilla tra i 300 milioni e i 2 miliardi se si considerano le sole fatture prodotte dalla Pubblica Amministrazione

  • Dal 67 al 82%: il risparmio per un'azienda per ogni fattura gestita in maniera digitale. Al posto dei 23-27 euro stimati, il costo di gestione di una fattura digitale oscilla tra i 2 ai 4 euro per singola fattura e tra i 50 cent e l'euro a pagina per gli altri documenti.

  • 10 miliardi di ore: il carico di lavoro non più necessario

  • 4 milioni: le tonnellate di Co2 non più emesse

  • 24 milioni: gli alberi salvati

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