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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Occhio all’aterosclerosi, prima causa di morte nei Paesi sviluppati: se ne parla al Vip Congress di Padova

I luminari mondiali di chirurgia vascolare su nuove tecnologie ed educazione alla prevenzione al San Gaetano: “Bastano tre giorni per tornare alla vita normale”

La prima causa di morte nei Paesi sviluppati? “È dovuta alle complicanze dell'aterosclerosi, malattia progressiva che colpisce le arterie, restringendole, chiudendole o dilatandole, dando origine in quest'ultimo caso all'aneurisma che può rompersi e causare la morte del paziente". Ad affermarlo è Franco Grego, direttore della Clinica di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare di Padova (centro di eccellenza veneto e italiano) nonché professore ordinario di Chirurgia Vascolare dell'Università di Padova.

Il Vip Congress

Dal 7 al 9 giugno il professor Grego è impegnato a fare gli onori di casa al VIP (Vascular International Padova) Congress, forum biennale che raduna al centro culturale San Gaetano i migliori chirurghi vascolari dei 5 Continenti, pronti a condividere esperienze e visioni di quello che sarà il futuro della chirurgia vascolare, sempre più orientata all'uso delle nuove tecnologie che consentono risultati straordinari, come quello di ricondurre in tre giorni alla vita normale un paziente sofferente di aneurisma all'aorta addominale. Spiega il direttore della clinica di chirurgia vascolare ed endovascolare di Padova: "Per indirizzare verso la benignità l'evoluzione della malattia, che colpisce soprattutto in età avanzata ma che non lascia indenni anche tanti cinquantenni - serve intervenire con metodiche giuste al momento giusto", spiega Grego.

Educazione alla prevenzione

Fondamentali a questo proposito l'educazione alla prevenzione, improntata all'adozione di uno stile di vita corretto - niente fumo, più movimento e un regime dietetico attento - e, in caso di assenza di fattori di rischio, quali ipertensione, fumo, diabete, ipercolesterolemia, fattori genetici (familiarità), può bastare una visita clinica di controllo a 60 anni per gli uomini, a 65 per le donne. Nei casi peggiori, subentra la chirurgia, quella tradizionale "aperta", che corregge  l'aneurisma sostituendo il tratto aortico malato con una protesi sintetica o quella endovascolare, che previene la rottura dell'aneurisma attraverso l'inserimento di un'endoprotesi nel lume aortico, in modo da escludere l'aneurisma dalla corrente ematica.

Padova al top nel Veneto e in Italia

Grazie all'applicazione delle nuove tecnologie endovascolari oggi si possono curare in modo meno invasivo pazienti ritenuti sino a pochi anni fa intrattabili e ridurre i loro tempi di degenza. "A parità di letti e sale operatorie disponibili, dal 2016 abbiamo effettuato a Padova il 20 per cento in più di interventi chirurgici, per un totale di 1200. Il campo in cui è stato più evidente questo incremento, numerico e di complessità, riguarda gli aneurismi dell’aorta toracica, toraco-addominale e addominale. Un paziente affetto da aneurisma dell'aorta addominale o toracico non complesso, può essere ricondotto alla sua normale vita in tre giorni", aggiunge Grego. "Affidarsi a centri di Chirurgia Vascolare che applicano entrambe le metodiche, chirurgia aperta ed endovascolare, in cui il chirurgo può scegliere il trattamento più opportuno senza dover spingere per una metodica o l’altra solamente per il fatto che l'offerta sia limitata ad una sola delle due, in modo da ricevere la cura più adatta al proprio caso", conclude Grego.

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