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Salute

La Città della Speranza festeggia 10 anni: «Tappa di un cammino per sconfiggere le malattie pediatriche»

Antonella Viola: «Le grandi sfide che l’istituto ha affrontato si possono riassumere in tre punti: accelerazione, complessità e rischio»

L'Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza ha festeggiato i dieci anni di vita con un evento di celebrazione che ha visto la presenza di tutte le Istituzioni rappresentate, ricercatori e volontari. Una tappa importante di un viaggio che impone di guardare avanti nella missione di ricerca di nuove cure per sconfiggere le malattie pediatriche.

Primavera

«Se tanto è stato fatto in questi dieci anni, molto di più rimane da fare ancora: il nostro obiettivo è prevenire e curare le malattie dei bambini. Quello dell’Istituto è un futuro di crescita, negli spazi e nei contenuti – ha dichiarato l’amministratore delegato di IRP Luca Primavera –. Nostro punto di forza è l’interdisciplinarietà della ricerca, come pure il rapporto con l’Università di Padova e l’Azienda ospedaliera: una sinergia importante sul piano scientifico ma anche direzionale e gestionale». Durante l’evento è stato annunciato il rinnovo della convenzione con l’Università di Padova. «Cinque anni fa abbiamo cambiato lo statuto, nei giorni scorsi abbiamo definito la nuova convenzione con l'Università che definisce i rapporti fra enti. I costi della gestione della Torre aumentano, la ricerca evolve e abbiamo bisogno di spendere bene i soldi che raccogliamo ed essere più efficienti» ha dichiarato Andrea Camporese, presidente della Fondazione Città della Speranza, che poco prima dell’evento di celebrazione ha letto la relazione sul bilancio, approvato dall’assemblea dei soci: La solidità della Fondazione è ben evidenziata dal patrimonio netto che, alla chiusura dei conti al 31/12/2021 è pari a 34.225.720 euro. Per quanto riguarda il conto economico, i ricavi si sono attestati a 7.812.981, in calo rispetto al 2020 (8.225.258), anno in cui però, abbiamo portato a ricavo due annualità del 5X1000, ovvero 1.914.107 (2021), rispetto a 3.679.287 (2020).

Antonella Viola

«Le grandi sfide che l’Istituto ha affrontato in questi dieci anni si possono riassumere in tre punti: accelerazione, complessità e rischio – ha dichiarato la professoressa Antonella Viola, Direttore Scientifico di IRP –. Dobbiamo lavorare per arrivare rapidamente dal laboratorio al letto del paziente, imparare a gestire la complessità e usarla a favore della cura e prevenire il rischio”. E ha proseguito: “L’innovazione cresce solo dove c’è contaminazione dei saperi. Il nostro principale obiettivo per il futuro è quello di accelerare il processo per la cura, essere più rapidi e arrivare in maniera incisiva a trasformare la ricerca in farmaco e terapie».

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