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Salute

Più di 20 mila padovani a letto per Covid e influenza. L'appello dei medici: «Vaccinatevi»

Molti sono bambini tra 0 e 6 anni, non vaccinati contro l'influenza, che quest'anno hanno avuto a che fare con un picco imprevisto e anticipato

Oltre 23 mila padovani a letto per Covid e influenza. Per questo il presidente dell'ordine dei medici Domenico Crisarà torna a chiedere di vaccinarsi. Insieme a lui i medici dell'Ulss 6 Euganea: «E' l'unico modo per fronteggiare il picco influenzale che si prevede in arrivo con le feste».

I numeri

Sono quasi 13 mila i padovani attualmente positivi al covid, a cui si aggiungono gli oltre 10mila a letto con l'influenza stagionale e un andamento in progressiva crescita, tanto che il picco vero e proprio dei contagi è previsto sotto le feste. Molti sono bambini tra 0 e 6 anni, non vaccinati contro l'influenza, che quest'anno hanno avuto a che fare con un picco imprevisto e anticipato. Le classi sono decimate, anche se molti genitori contiuano a mandarli in classe con tosse e qualche linea di febbre. Ora, valutato il trend, considerato che il vaccino necessita di una quindicina di giorni per fare effetto, L’Ulss euganea rinnova l'invito a vaccinarsi contro l'influenza. Chi lo desidera può effettuare anche la co-somministrazione con il vaccino antiCovid e prenotarsi nei luoghi di riferimento (https://vaccinicovid.regione.veneto.it/ulss6)

Crisarà

«Questo primo picco di contagi influenzali - ha spiegato Crisarà, che è anche segretario della Fimmg - ha due cause: primo il fatto che dopo i due anni di pandemia si torna ad essere esposti anche ai virus influenzali, secondo al fatto che la vaccinazione è in calo, quindi c'è una grossa fetta della popolazione esposta ai virus»

Vaccini

«I vaccini ci sono. Chi sostiene il contrario non so se si rende conto della disinformazione che crea e del panico che può ingenerare nella popolazione. Le fake news non dovrebbero essere nelle corde di un pubblico amministratore, visto che la notizia non corretta viene da amministratori regionali». Così l’assessore regionale alla sanità a alle politiche sociali interviene a seguito della comunicazione dell’interrogazione del gruppo dei consiglieri regionali del Pd, in cui era stata denunciata una marcata scarsità di dosi vaccinali ricevute dalle aziende sanitarie regionali a fronte della diffusione dell’influenza stagionale, complicata dal perdurare del contagio da Covid 19. «Ci viene chiesto di attivarci al più presto per garantire approvvigionamenti adeguati – prosegue l’assessore Lanzarin – ma la situazione è tutt’altra rispetto a quella descritta e che viene denunciata. A fine novembre, infatti, sono state consegnate complessivamente quasi un milione di dosi, per la precisione 982.960, di vaccino antinfluenzale delle diverse tipologie. In totale ci sono a disposizione ancora 97.040 dosi residue. I numeri smentiscono quello che potrebbe profilarsi come un procurato allarme. Se la preoccupazione dei firmatari dell’interrogazione era quella di sapere se ci sono vaccini in quantità congrua alla necessità, era sufficiente una telefonata all’Assessorato. Dichiarazioni allarmanti di questo genere, invece, vanno a danno dei cittadini perché rischiano di creare inquietudine in coloro che temono di essere esclusi dalla campagna vaccinale. Come in ogni frangente – conclude Lanzarin – stiamo lavorando con estrema coscienza e professionalità. La situazione è costantemente monitorata e il Crav fa regolarmente il check di quanto ordinato dalle aziende sanitarie. Da queste rilevazioni è risultato che due aziende necessitavano di approvvigionamento. È stato verificato che c’è residuo sufficiente per le necessità presentate e le aziende interessate sono già state autorizzate a procedere con gli ordini. Non vi è quindi alcuna criticità nelle forniture, chi afferma il contrario o è male informato o è in mala fede. Anzi, cogliamo anche quest'occasione per invitare tutti i cittadini ad aderire alla campagna antinfluenzale. Ed un ringraziamento ai principali attori, ai medici che stanno egregiamente portando avanti la campagna vaccinale».

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