Venerdì, 30 Luglio 2021
Salute

Gli americani sponsorizzano la ricerca sull'Alzheimer della padovana Paola Pizzo

Assieme alla professoressa del Dipartimento di Scienze Biomediche del Bo anche Francesco Di Virgilio dell’Università di Ferrara. I ricercatori avranno a disposizione 345mila dollari per studiare il ruolo della neuro‐infiammazione mediata dalla molecola extracellulare Atp e sviluppare delle terapie mirate e precoci per contrastare la patologia neurodegenerativa

La professoressa e ricercatrice, Paola Pizzo

L’organizzazione statunitense Cure Alzheimer's Fund finanzia per la prima volta un team italiano interuniversitario, guidato dai professori Paola Pizzo del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova e Francesco Di Virgilio dell’Università di Ferrara. I ricercatori studieranno il ruolo della neuro?infiammazione mediata dalla molecola extracellulare Atp allo scopo di sviluppare delle terapie mirate e precoci per contrastare la patologia neurodegenerativa.

No profit

Il Cure Alzheimer's Find è una delle maggiori organizzazioni non?profit statunitensi che finanziano le ricerche sul morbo di Alzheimer. Quest'anno ha deciso di finanziare un progetto di ricerca collaborativo biennale (l’unico in Italia) dell’importo di 345.000 dollari proposto dai laboratori di Padova e Ferrara.

Il progetto

Il progetto è stato considerato molto innovativo dal Comitato Scientifico di selezione perché si propone di studiare la neuro?infiammazione che caratterizza questa malattia e di sviluppare un protocollo terapeutico sperimentale basato sulla modulazione di un particolare recettore per l’Atp, denominato P2x7, presente soprattutto nelle cellule non?neuronali chiamate microglia, e sul controllo dei livelli extracellulari di Atp nell’interstizio cerebrale.

Paola Pizzo

La professoressa Paola Pizzo si occupa da tempo dello studio del morbo di Alzheimer, in particolare dei meccanismi cellulari alla base della neurodegenerazione nelle forme genetiche molto aggressive e precoci della patologia determinate da mutazioni in Presenilin. Il team interuniversitario italiano, guidato da Pizzo e Di Virgilio, è stato riconosciuto come indiscusso gruppo di riferimento internazionale per entrambi questi temi di ricerca, la malattia di Alzheimer e il segnale infiammatorio innescato dall’Atp extracellulare e dal recettore P2x7. «La nostra ricerca» spiega Paola Pizzo «ha lo scopo di individuare dei meccanismi precoci di attivazione dell’infiammazione cerebrale che potenzia e amplifica la neurodegenerazione caratterizzante la malattia».

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