Quando Internet batte il medico di base: i padovani si affidano al "Dottor Web"

La ricerca di una compagnia di assicurazioni rivela che nell'ultimo anno quasi due padovani su tre si sono affidati alla rete per cercare informazioni sulla propria salute

Padovani gran dottori... su Internet: negli ultimi 12 mesi, quasi due padovani su tre (63%) hanno cercato sul web informazioni sulla propria salute o quella di un familiare.

"Dottor Web"

È il dato che emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio di Reale Mutua dedicato al welfare, che ha effettuato un’ampia indagine sulla propensione degli abitanti di Padova all’utilizzo della rete e della tecnologia in campo sanitario e nella gestione del proprio benessere psicofisico. Secondo il report, i padovani si rivolgono a Internet in primo luogo per cercare informazioni e consigli di autodiagnosi e per capire come affrontare una determinata patologia (66%), ma anche per ottenere indicazioni sull’utilizzo di farmaci (26%), sull’impiego di integratori alimentari nella propria dieta (26%) e sulle misure da adottare per prevenire l’insorgere di determinate problematiche (14%). Vi è poi un 18% che pensa addirittura che, in futuro, blog, forum e siti Internet, spesso a cura di professionisti, potranno arrivare a sostituire in buona parte la figura del medico più tradizionale.

Osservatorio Reale Mutua_Padova-2

Sanità a tutto digital

Ma, naturalmente, il discorso non si limita all’utilizzo dei motori di ricerca. Gli abitanti di Padova vedono infatti di buon occhio la sanità digitale e i vantaggi che può apportare. Tra i servizi ritenuti più utili, la possibilità di prenotare esami e visite specialistiche online (59%), così come quella di consultare referti medici e altri documenti clinici direttamente dal proprio pc o smartphone (54%). Un’attenzione particolare viene riposta anche sulla telemedicina (34%), considerata un valido supporto soprattutto in caso di familiari non autosufficienti. Il vantaggio maggiore? Per il 57% la comodità, intesa soprattutto come risparmio di tempo che risulta dal non dover fare code o doversi recare nella sede. A fronte di questo, tuttavia, i padovani hanno individuato anche possibili svantaggi: il limite principale è l’esclusione degli utenti che non padroneggiano il digitale (48%), mentre più di uno su cinque (21%) lamenta l’assenza del contatto personale con professionisti e addetti in grado di dare istruzioni o risolvere problemi specifici.

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La salute al polso

Un occhio di riguardo meritano,infine, i dispositivi indossabili, come bracciali o orologi, che permettono di monitorare il proprio stato di salute. A riguardo, gli abitanti di Padova si dimostrano, ancora una volta, piuttosto aperti all’innovazione: più di uno su due (55%), infatti, li considera un valido alleato del proprio benessere e si dice propenso ad utilizzarli. Di questi, il 46% li utilizzerebbe per monitorare i parametri vitali e fisici (come ad esempio, pressione, frequenza cardiaca), anche a scopo preventivo, il 43% per supportare lo svolgimento di un’attività fisica corretta, contrastando la sedentarietà e un ulteriore 30% come promemoria per l’assunzione di farmaci. Non tutti però sono d’accordo, tanto che il 45% dei padovani permane piuttosto diffidente a riguardo. Le ragioni? Il 36% dichiara di non avere la costanza necessaria per utilizzarli in modo corretto, il 32% li considera una spesa non necessaria e il 16% non li ritiene affidabili.

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