Scuola

Formazione, Donazzan: «Il governo riconosca la validità dell'anno delle scuole professionali»

Dai decreti finora emanati sono rimasti fuori i 170 mila ragazzi iscritti in Italia ai percorsi ordinamentali della formazione professionale, di cui ben 20 mila in Veneto

L’assessore regionale all’istruzione e formazione Elena Donazzan ha presentato martedì in giunta regionale un disegno di legge, per sanare con urgenza e in via temporanea, il mancato recepimento da parte del governo della richiesta dei presidenti delle regioni di riconoscere la validità dell’anno formativo dei sistemi regionali di istruzione formazione professionale e dei percorsi di formazione tecnica superiore

Ragazzi esclusi

«Né nel decreto ‘Cura Italia’ convertito in legge il 24 aprile, né nel decreto legge ‘Scuola’ in via di conversione – spiega l’assessore - il Governo ha inteso equiparare l’anno scolastico, valido per le scuole dello Stato e paritarie, all’anno formativo delle scuole della formazione professionale». Dai decreti finora emanati sono rimasti fuori i 170 mila ragazzi iscritti in Italia ai percorsi ordinamentali della formazione professionale, di cui ben 20mila in Veneto. «E’ grave che ci sia questa discriminazione – prosegue Donazzan - ed è ancora più grave la disattenzione del ministro dell’Istruzione e dell’intero governo. In Veneto il sistema educativo delle scuole della formazione professionale assicura a 20mila allievi il diritto-dovere all’istruzione e formazione: ragazzi che spesso provengono da situazioni di fragilità e disagio e che in questi mesi hanno fatto lezione a distanza in modo decisamente più stringente e rigoroso di qualsiasi altra scuola. E ora, a causa della ‘dimenticanza’ del Governo, si troverebbero nell’assurda condizione di non vedere riconosciuto l’anno, oppure di andare a scuola fino ad agosto. Anche il Cnel, nei giorni scorsi, ha acceso un faro sulla formazione professionale ‘dimenticata’ dal Governo».

Qualità e rigore

L’assessore sottolinea la qualità e il rigore con cui le scuole della formazione hanno svolto la didattica a distanza, puntualmente verificata dagli ispettori della Regione in quanto finanziata con fondi europei rigidissimi nel riconoscimento delle ore erogate e nella valutazione del lavoro degli stessi formatori: «Formatori che ora rischierebbero – sottolinea Donazzan - di non veder pagato il loro stipendio, se l’anno non venisse riconosciuto, a differenza di tutte le altre scuole per le quali lo Stato garantisce comunque, e giustamente, il pagamento degli insegnanti. Chiederò all’aula del Consiglio regionale, conoscendo la sensibilità dei colleghi che sul punto non hanno mai fatto distinzione di colore politico riconoscendo la qualità e il servizio delle scuole della formazione professionale - conclude Donazzan - di intervenire con somma urgenza».

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