Scuola, Carpanese: «Il 30% delle paritarie a rischio chiusura»

Afferma la coordinatrice di Fratelli d'Italia a Padova: «Circa il 30% di queste scuole già indebitate saranno costrette a chiudere e 300mila alunni si riverseranno nella scuola statale, pesando 4,9 miliardi sulle casse dello Stato»

Il Governo Conte ha annunciato lo stanziamento di un miliardo di euro per la scuola affinché sia «più moderna, sicura e inclusiva» ma per l'infanzia, le scuole primarie e secondarie e paritarie «poche briciole». Silvia Carpanese (dirigente provinciale Fdi Padova) commenta duramente le "logiche" di governo sulla ripartizione dei fondi/investimenti: «È un dato di fatto che in questi giorni si dibatte sulla libertà di istruzione - spiega - per l'infanzia sono stati destinati 65 milioni e solo 40 milioni per le scuole primarie e secondarie paritarie».

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Il commento

«Le scuole paritarie non chiedono soldi al governo - sottolinea Carpanese - ma la possibilità per le famiglie di poter detrarre le spese, poiché con il poco erogato si toglie la possibilità di scegliere in merito alla formazione dei propri figli. È sempre scuola pubblica, per cui non si comprendono questi distinguo. Dopo la legge 62/2000 esiste il sistema nazionale di istruzione; infatti le scuole private paritetiche garantiscono alle famiglie un'offerta formativa qualificata, nel rispetto dei programmi scolastici previsti». Carpanese, da ex studente di un liceo classico inserito all'interno di un istituto vescovile, conferma «la qualità dell'insegnamento e la possibilità di misurarsi con altri istituti per essere efficienti. Una scuola libera tutela anche la giustizia sociale nell'accesso ad una proposta alternativa. Certo alla fine ci sono le rette da pagare e le famiglie pagano due volte, le tasse allo Stato e la retta; oggi con la crisi determinata dal Covid-19 sarà ancora più difficile. Il dato di fatto è che «circa il 30% di queste scuole già indebitate saranno costrette a chiudere e 300mila alunni si riverseranno nella scuola statale, pesando 4,9 miliardi sulle casse dello Stato. Pertanto i killer della libertà dovrebbero riflettere non solo sull'offerta scolastica complessiva, ma sugli oneri ad essa connessi e sul fatto che la scelta formativa è un diritto fondamentale. Nel Veneto sono soprattutto le scuole private a coprire l'esigenza delle famiglie per l’infanzia: su 1412 private ben 1143 sono dedicate all'infanzia e di fatto tali scuole sopperiscono alla mancanza dello Stato per questo tipo di offerta,  su un totale di 4860 (tra scuole pubbliche e paritetiche) nella nostra regione. Mi dispiace che il governo sia sordo alle proposte suggerite da Fratelli d'Italia. Personalmente continuerò a battermi e a denunciare questa mala gestio»

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