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Qr-Code all'Arcella: con lo smartphone si conoscono storie, racconti, vicende della zona

Adesivi a forma di Polaroid in giro per l’Arcella sono una speranza e un desiderio che, in questo tempo di pandemia si possa, anche attraverso questa nuova forma di narrazione giornalistica – on the road –, ritrovare una quotidianità, riscoprire luoghi e provare nuove emozioni

Cinque anni fa – a inizio maggio 2016 – La Difesa del popolo, settimanale della Diocesi di Padova lanciava il progetto “Sguardi d’Arcella” (ora su www.sguardiarcella.com), un progetto originale che, grazie alla narrazione foto-giornalistica curata da Giovanni Sgobba, si proponeva di raccontare storie positive del quartiere “Arcella” (zona nord della città di Padova, con circa 40 mila abitanti), cercando di superare stereotipi e cliché, se non vere e proprie etichette, con cui a volte ci si riferisce a questa zona vanificando però la reale comprensione della sua varietà e ricchezza e del laboratorio urbano che rappresenta. 

Il progetto

Ora il progetto, arricchitosi di molte storie, segna un ulteriore tassello, concludendo la collocazione in diverse zone del quartiere di adesivi con QR CODE con cui ci si può addentrare a conoscere storia, racconti, vicende inedite della zona e dei suoi abitanti. 

Il premio

 Il progetto multimediale dei QR CODE di Sguardi d’Arcella è il frutto del premio Massimiliano Goattin dell’Ordine dei giornalisti del Veneto vinto lo scorso anno, nella tredicesima edizione del premio, proprio da Giovanni Sgobba con Sguardi d’Arcella.

Il premio Massimiliano Goattin, infatti, mira a sostenere e promuovere progetti di giovani giornalisti: da pubblicazioni a progetti multimediali.

Andando oltre il sentito dire

L’autore del progetto Sguardi d’Arcella, il giornalista Giovanni Sgobba, ha scelto la fotografia – che accompagna gli articoli – come strumento dato ai negozianti, artisti, abitanti, associazioni per “metterci la faccia”, per guardare attraverso l’obiettivo e quindi guardare direttamente il lettore e poter dire, con fierezza e orgoglio: «Io credo in quel che dico». Andando oltre il sentito dire.

Adesivi a forma di Polaroid

Grazie alla borsa di studio del premio Massimiliano Goattin è stato possibile realizzare il sito sguardiarcella.com e dare vita a una nuova sezione “Flâneur e Qr-Code” che documenta gli adesivi a forma di Polaroid che sono stati stampati e collocati in varie zone del quartiere, abbinati a 32 qr-code di altrettante storie, in modo che i passanti, smartphone in mano, inquadrando il codice possano leggere e scoprire aneddoti e curiosità. Non solo negozianti, artisti e murales, ma anche avvenimenti storici come il bombardamento del 1943 o la storia di una famiglia ebrea deportata a Vo’ Vecchio e poi ad Auschwitz, e angoli di quartiere che rischiano di essere dimenticati. 

Le emozioni

Gli adesivi sono stati distribuiti in giro per l’Arcella negli ultimi due mesi con la speranza e il desiderio che, in questo tempo di pandemia si possa, anche attraverso questa nuova forma di narrazione giornalistica – on the road –, ritrovare una quotidianità, riscoprire luoghi e provare nuove emozioni. E visto che le notizie “corrono” e non hanno confini, un adesivo con QR-Code è stato collocato in via Matteo Toffanin a Ponte San Nicolò (Pd), in collegamento con la storia del presidio Libera dedicato appunto a Toffanin, all’Arcella.

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