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Grande festa a Carmignano di Brenta per i 100 anni di Antonio Cola

«La sua lunga vita dedicata alla famiglia, al lavoro e la sua preziosa testimonianza come reduce di guerra rappresentano un esempio per le nuove generazioni»

Con la consegna di una targa nella sala Consiglio del Municipio il vicesindaco reggente Eric Pasqualon ha salutato i 100 anni di Antonio Cola, da sempre residente a Carmignano.

Targa

“La sua lunga vita dedicata alla famiglia, al lavoro e la sua preziosa testimonianza come reduce di guerra rappresentano un esempio per le nuove generazioni” recita la targa, riassumendo in poche parole una vita ricca e calda di affetti, che ha attraversato gli anni più significativi della storia italiana. Alla cerimonia erano presenti oltre ai familiari e alla Giunta comunale, Luisa Bregantin, Presidente della Federazione Provinciale dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, il Vice comandante dei Carabinieri di Carmignano di Brenta, rappresentanti delle Associazioni Combattenti e Reduci di Carmignano e Camazzole, del Gruppo Alpini, dell’Aeronautica e dell’Università per Adulti di Carmignano e dell’Associazione Siamo Carmignano. Il Comandante del 33° Reggimento Ettore Pontiroli ha inviato un saluto particolare e ha invitato Antonio a visitare il Reggimento a Treviso. Da tutti parole di affetto e stima, non solo per la testimonianza di impegno e resilienza di Cola durante la Guerra, ma anche nel suo ritorno all’impegno della vita civile.

Antonio Cola

Nel settembre 1943, il girono della firma da parte di Badoglio dell’Armistizio, Antonio ha 22 anni ed è militare in servizio a Pola. Viene subito preso prigioniero dai Tedeschi e portato in nave a Trieste e di qui, in treno a Tarvisio. Il 17 ottobre entra nel campo di concentramento in Germania, un campo di lavoro per militari, dove la vita è dura tra il poco cibo, il freddo e il lavoro pesante. Trasferito in altri campi, è costretto a lavorare in fabbrica e si deve pagare i pasti. Finalmente, nell’aprile del 1945 gli inglesi entrano nel campo, liberandolo dai tedeschi. Ma la vita non migliora di molto. Resta bloccato nel campo sotto i bombardamenti e si ammala. Poi riesce a raggiungere Padova e di lì a piedi Carmignano. Oggi Antonio, vedovo da quasi 30 anni, ha cinque figli e diversi nipoti. Spiega Pasqualon: «Nel 2020 l’Associazione Siamo Carmignano ha realizzato una videointervista durante la quale Antonio racconta la sua storia. Un documento che testimonia anni fondamentali della nostra storia che non dobbiamo dimenticare. Pensato soprattutto per gli alunni delle nostre scuole, è a disposizione di tutti».

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