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Padova "invade" Venezia: l'Università protagonista con due installazione alla Biennale Architettura

Oltre a Spandrel, installazione curatoriale del Padiglione Italia, ha aperto al pubblico anche The Forbidden Garden of Europe, una collaborazione internazionale con Studio Wild

L’edizione 2021 della Biennale di Venezia si interroga su nuovi modi che ci permettano di vivere insieme: "How will we live together?", una questione sociale e politica che apre alla ricerca di un nuovo rapporto con l’ambiente che ci circonda e di risposte alle sfide che i cambiamenti della nostra epoca pongono all’architettura.

Installazioni

A partire dall’inaugurazione, lo scorso maggio, l’Orto botanico dell’Università di Padova si è reso protagonista di questi temi attraverso l’installazione Spandrel, realizzata in partnership con Alessandro Melis e Heliopolis 21 all’interno del Padiglione Italia: tre strutture ad albero con sfere che accolgono le provette contenenti i semi della “Spermoteca Italica” del Museo botanico, custodi della biodiversità sul nostro pianeta. Dal 27 agosto è possibile vedere un’altra originale interpretazione della Biennale 2021 grazie all’installazione The Forbidden Garden of Europe, frutto della collaborazione tra Studio Wild, collettivo di Amsterdam formato dai due giovani architetti Tymon Hogenelst e Jesse van der Ploeg, che ha progettato un “giardino di specie vegetali aliene invasive”, e l’Orto botanico di Padova, che ha cresciuto e fornito tutte le piante necessarie e ha curato i testi di accompagnamento.

Spandrel 2-2-2

Biennale

L’idea di questo progetto è nata a partire dal 2016, quando la legislazione europea ha stilato una lista di 35 specie di piante che, date le loro caratteristiche biologiche, sono state ritenute una minaccia per le specie autoctone e sono dunque diventate illegali da coltivare, commerciare o trasportare in tutta l'UE. Usando le piante come metafora, l’installazione intende creare un parallelismo tra il destino di queste specie e quello dei tanti uomini e donne che, a causa della loro differente provenienza etnica e culturale, faticano a trovare il proprio posto in Europa. Uno stimolo per interrogarsi sul significato delle normative che limitano la circolazione delle persone e proporre un modello più inclusivo, in cui la società europea post-Covid-19 possa costituire uno spazio aperto, accogliente e condiviso. The Forbidden Garden of Europe è stato selezionato da Het Nieuwe Instituut e dal Creative Industries Fund NL attraverso la Open Call "Who is we?" per il programma pubblico parallelo del Padiglione olandese della Biennale 2021. L’installazione è visitabile a partire da venerdì 27 agosto presso lo Spazio Punch (Giudecca - Fondamenta S. Biagio, 800/o) dal martedì alla domenica, con orario 12-19. Ingresso su prenotazione.

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