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Il Gemola di Vignalta compie 30anni, un successo per la festa ad hoc al Pedrocchi

In mescita ben otto annate presentate a coppie: 2018-2015, 2012-2008, 2006-2003, 2001-1998. Durante la festa ognuno dice la sua, non sono mancati i confronti con la consapevolezza che tutto, rispetto al 1998 è cambiato

Si festeggia a Padova, in centro, in quello storico caffè che molti personaggi ha visto passare e che ogni volta incanta per la sua bellezza. Nella sala Rossini, tra decorazioni e luci, gloria e fasti al Pedrocchi venerdì 14 aprile quello che si celebra non è un diciottesimo, bensì un trentesimo, di un vino però. Eh sì, un vino che si è saputo imporre tanto da arrivare a conquistare la magnifica sala del piano nobile; tra addetti ai lavori e amici di sempre il Gemola di Vignalta (Merlot e Cabernet Franc), prodotto dal 1988 si è presentato in ben otto annate diverse, dal 1998 al 2018.

La magia

L’atmosfera rende tutto magico, si ha l’idea di far parte di qualcosa di esclusivo ma accessibile, come se le cose belle abbiano sempre quel sapore di semplicità. Certo, con l’uva nulla è semplice, ma l’idea che nel sud di Padova ci sia un’azienda che riesca a valorizzare così bene un prodotto restituisce gioia e speranza a tutto il territorio. D’altronde il Veneto è così, nell’immaginario ci sono due puntini: uno rosso e uno bianco, che altro non sono che l’Amarone e il Prosecco. Ma le sfaccettature non mancano e i vini dei Colli Euganei riescono arrivare persino in America, in California dove Lucio Gomiero (socio di Vignalta) vive con la famiglia. Torna in Italia due volte l’anno: per la vendemmia, che non si è mai perso, e per il Vinitaly.

Le annate in meschita

Tutto cambia

Vinitaly finito, prima di tornare oltreoceano l’idea, subito accolta con entusiasmo, è stata quella di festeggiare i trent'anni di un vino che ha fatto la storia dei colli Euganei: il Gemola (dal monte Gemola dove i vigneti sono coltivati). In mescita ben otto annate presentate a coppie: 2018-2015, 2012-2008, 2006-2003, 2001-1998. Durante la festa ognuno dice la sua, non sono mancati i confronti con la consapevolezza che tutto, rispetto al 1998 è cambiato.

Le otto annate in mescita

Le annate in mescita

Se il 2015 non ha convinto totalmente, il 2003 prende la medaglia d’oro. Un’annata calda, a cui nessuno era preparato, ma che ci si sarebbe subito abituati negli anni a venire. Il 2018 ha la freschezza e la piacevolezza del Merlot che inebria e si fa bere bene, il 2012 si percepisce l’evoluzione, il 2008 al naso arriva subito la liquirizia; ecco che dal 2006 profumi di terreno, il terreno vulcanico, ma anche prugna, mora, il tannino c’è, si sente ancora. Si arriva al 2003 meno tannico più marasca e prugna; si termina con il 2001 e il 1998 (servito quest'ultimo da una Magnum). Negli ultimi due, stupisce la freschezza e la complessità dei sentori terziari. Insomma, una degustazione che restituisce molto del territorio e la stessa consapevolezza di sempre: i colli Eugani sono uno scrigno pieno di perle preziose pronte per essere indossate da tutti.

Il sommelier Angelo Sabbadin

Lucio, la vera star della serata

Ciò che resta della festa, oltre alle delizie gusto olfattive chiaramente, sono i luccichii degli occhi di Lucio, che poi è la vera star della serata; ci si incanta quando lo si vede ricercare la mano della moglie Catia, da tenere poi fissa, mentre sfreccia tra i tavoli imbanditi di bicchieri, salutando e sorridendo.

Cosa resta

La serata è un successo, si torna a casa sognanti, come a voler credere che un giorno, non troppo lontano, i nostri colli Euganei potranno essere riconosciuti e apprezzati da molti, anche dagli stessi padovani. Intanto ce li gustiamo noi.

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