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Giornata Mondiale del Malato, il Vescovo visita la sede AIL e i reparti oncologici ed ematologici

La giornata è iniziata alle ore 9 con la visita del Vescovo Claudio Cipolla e del presidente dell’AIL di Padova Marco Eugenio Brusutti ai reparti di oncoematologia pediatrica, ematologia adulti e al nuovo day hospital ematologia ed è poi proseguita alla sede dell’AIL in via Gabelli

In occasione della XXIX Giornata Mondiale del Malato giovedì 11 febbraio l’AIL di Padova ha organizzato una giornata di visita ai reparti sostenuti dall’associazione e di sensibilizzazione verso il volontariato.

Visita

La giornata è iniziata alle ore 9 con la visita del Vescovo Claudio Cipolla e del presidente dell’AIL di Padova Marco Eugenio Brusutti ai reparti di oncoematologia pediatrica, ematologia adulti e al nuovo day hospital ematologia ed è poi proseguita alla sede dell’AIL in via Gabelli dove è stata presentata la capillare attività dell’AIL. Presente in sede anche l’assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin che così ha esordito: «Scienza, medicina, cura, solidarietà, umanità: credo che AIL sia una sintesi straordinaria di questi cinque aspetti che, uniti tra lorodal comune obiettivo di curare e guarire malattie subdole e gravi e comunque di alleviare le sofferenze di malati e famiglie, combattono quotidianamente una grande lotta per la vita e per la qualità della vita. Credo che poche altre realtà possano incarnare meglio della vostra il significato più profondo di questa giornata mondiale».

day hospital ematologia adulti-2

AIL Padova

AIL Padova, che raccoglie i valori massimi del volontariato occupandosi di ricerca e di assistenza, conta attualmente circa 360 soci, 600 volontari di piazza, quelli che si vedono a Padova e in provincia in occasione della distribuzione delle Stelle di Natale e delle uova di Pasqua, 92 volontari che collaborano all’interno dei reparti (oltre a quelli di Padova anche in ematologia adulti dell’ospedale di Camposampiero), 6 ricercatori, 3 psicologi, 3 segretarie al day hospital dell’oncoematologia pediatrica, 3 in sede e 2 data manager. Ogni anno AIL mette a disposizione circa 600mila euro così distribuiti: 300mila per la ricerca scientifica, 250mila euro per il miglioramento dei servizi delle cliniche e 50mila euro per l’assistenza domiciliare pediatrica. Ai quali si aggiungono altri 60mila per la gestione e manutenzione delle 4 case di accoglienza che offrono in totale 42 posti letti. Nel corso della mattinata la dott.ssa Laura Sainati dell’oncoematologia pediatrica ha illustrato nel dettaglio l’attività dell’assistenza domiciliare pediatrica e il vice presidente dell’AIL Modesto Carli ha consegnato i camici con il logo AIL ai medici e ai tecnici detentori di borsa di studio AIL. «Ho accettato con piacere - ha detto il Vescovo Claudio Cipolla - di venire a celebrare la giornata del malato qui all’AIL, perché lo spazio migliore per parlare del Vangelo è entrare dentro a tutte le dinamiche della nostra vita compresa quella della malattia, della sofferenza, della solidarietà nei confronti delle famiglie e nel sostegno degli operatori sanitari questa mattina ho visitato la clinica oncoematologica pediatrica e ho visto molti bambini, ho visto nei loro sguardi un carico di speranza e questo carico di speranza è come una medicina di cui la nostra società ha sempre bisogno». Al termine mons. Cipolla ha impartito la benedizione ai presenti e alle icone, raffiguranti la Madonna che scioglie i nodi, che saranno poste nelle case di accoglienza AIL e nei reparti sostenuti da AIL.

Marco Eugenio Brusutti

«L’incontro con il Vescovo di Padova - ha concluso il presidente dell’AIL di Padova Marco Eugenio Brusutti - ci ricorda che dobbiamo guardare al di là delle difficoltà e delle sofferenze visitando la nostra sede e i reparti da noi sostenuti ci incoraggia per lo sforzo nel raccogliere incessantemente fondi per la ricerca e per l’assistenza e ci fa sentire comunità che vuole essere presenza viva rendendosi al servizio degli ammalati. Anche la presenza oggi dell’Assessore alla sanità Manuela Lanzarin ci esorta ad operare con impegno sempre maggiore e nuovo, con passione e totale dedizione verso la ricerca e la cura». A causa dell’emergenza sanitaria e per garantire le norme di sicurezza, tutta la cerimonia si è tenuta all’aperto.

arrivo del vescoo in sede-2

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