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Lunedì, 27 Maggio 2024
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Paola Egonu diretta e sincera a Sanremo: «Amo l'Italia e vesto con orgoglio la maglia azzurra»

«Questa sera non sono qui a dare lezioni di vita perché alla mia età sono più le cose che posso imparare che insegnare», un monologo, quello di giovedì 10 febbraio, fatto con il sorriso e ricordando poi «che dalle sconfitte più dure possono nascere i successi più grandi»

Polemiche su polemiche, durate mesi, a sottolineare quanto ancora lavoro ci sia da fare, quanto sia importante cambiare mentalità. Paola Egonu è una campionessa della pallavolo ed è stata chiamata da Amadeus a fare la co-conduttrice alla terza serata del più importante Festival della canzone italiana: Sanremo. Alla conferenza stampa, che si tiene al mattino del giorno in cui la co-conduttrice poi sarà presente alla sera all'Ariston, alla domanda: «L'Italia è un paese razzista?» lei ha risposto in prima battuta: «Non c'è bisogno che io risponda a questa domanda», per poi spiegare che «Sì, lo è, ma che le cose stanno migliorando» (clicca qui per approfondire la notizia).

Per vedere il monologo du RaiPlay clicca qui

Un monologo sincero, diretto, fatto con il sorriso: «Spero di trasmettervi amore ed empatia. Questa sera non sono qui a dare lezioni di vita perché alla mia età sono più le cose che posso imparare che insegnare. Sono la prima di tre fratelli e devo tutto a mamma e papà. Sono loro che mi hanno sostenuto e insegnato che se vuoi qualcosa devi guadagnartelo senza temere i sacrifici».

Moeghea

Poi la sua esperienza: «Sapete, da bambina ero fissata coi 'perché'. Perché sono alta? Perché mio nonno vive in Nigeria? Perché mi chiedono se sono italiana? Poi sono diventata più grande e i perché sono continuati. Perché mi sento diversa? Perché vivo questa cosa come una colpa? Perché ogni volta mi sono punita dando una versione sbagliata di me stessa? Con il tempo ho capito che questa mia diversità è la mia unicità. E che nella domanda 'Perché io sono io?' C'è già anche la risposta: 'Perché io sono io'». Per spiegarlo meglio ha usato una metafora: «Tra tanti bicchieri colorati pieni d'acqua tutti scelgono quello trasparente, ma poi scopri che se bevi l'acqua il contenuto è uguale; perché siamo tutti uguali oltre le apparenze. E se questo non è ancora abbastanza…in Veneto noi diremmo ”Moeghea” ossia “Dai, smettila!».

Il razzismo

E ancora sul razzismo: «Come tutti ho dovuto affrontare dei momenti brutti, sono stata accusata di vittimismo e di non aver rispetto del mio Paese e questo solo per aver mostrato le mie debolezze: amo l'Italia e vesto con orgoglio la maglia azzurra che per me è la più bella del mondo. Sono quella che spesso ha sbagliato gli appuntamenti importanti - ha detto ancora Paola Egonu - sono più le finali che ho perso di quelle che ho vinto ma questo non fa di me una perdente così come non lo è chi prende un brutto voto a scuola e nemmeno chi arriva ultimo in classifica qui, a Sanremo».

Vita spericolata

Infine, a proposito di ultimi posti, cita "Vita spericolata" di Vasco, che parte in sottofondo tra gli applausi dell'Ariston: «Non è perdente nemmeno chi arriva nelle ultime posizioni in classifica…Ve lo ricordate? Era il 1983 quando Vasco Rossi arrivò penultimo proprio su questo palco. Un altro non-perdente, che ci ha insegnato che dalle sconfitte più dure possono nascere i successi più grandi. Ognuno col suo viaggio. Ognuno diverso».

Info e foto https://www.today.it/media/sanremo-2023/paola-egonu-monologo-razzismo-italia.html

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