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Tante pizze per mamme e (soprattutto) bambini: PadovaNonSiFerma torna a Casa Priscilla

Dalla cucina del ristorante Cocò sono uscite 20 pizze per altrettanti ospiti della struttura di accoglienza per minori "Casa Priscilla" di via Jacopo Crescini

Padovanonsiferma, associazione che dal primo lockdown ha messo insieme un numero crescente di ristoratori in attività di beneficenza, continua a lavorare e lo ha fatto simbolicamente anche domenica sera con un nuovo ristorante associato al gruppo padovano, il Cocò restaurant e pizza gourmet di via Vigonovese.

"Casa Priscilla"

Dalla cucina del ristorante che fino a domenica sera funzionava solo con il delivery e che da oggi ha riaperto anche a pranzo con servizio in sala, sono uscite 20 pizze per altrettanti ospiti della struttura di accoglienza per minori "Casa Priscilla" di via Jacopo Crescini. «Ed una volta al mese - ha spiegato Andrea Madonna, titolare del Cocò a suor Miriam, che ha fondato e gestisce la struttura che dà un rifugio a mamme e bambini in emergenza sociale ed abitativa - saremo noi la sorpresa del fine settimana per questi bambini: per noi è un piacere unirci a Padovanonsiferma, ed ai colleghi ristoratori di buona volontà che in tutto questo periodo particolarmente duro per la nostra categoria sono riusciti a fare molte opere benefiche». L'associazione aveva già supportato Casa Priscilla nel corso degli scorsi mesi, specie durante il periodo di quarantena della comunità causa Covid, sostituendo di fatto la mensa interna con la fornitura ininterrotta per due settimane di pranzi e cene, e molto spesso anche dolci merende per i bimbi isolati, preparate dai ristoratori ed i pasticceri del gruppo che conta oltre trenta realtà imprenditoriali associate.

Padovanonsiferma

Un impegno che continua anche ora che aprono di nuovo i locali. Anche se a regime ridotto dato il codice giallo assegnato al Veneto.
«Abbiamo avviato un dialogo con le istituzioni - spiega Luca Vecchiato, vice presidente dell'associazione fondata da Ivan Totaro di Hamerica's e da Jacopo Morelli del Caffeine di via Roma - e devo dire che sia nell'assessore Antonio Bressa che nel suo omologo regionale Roberto Marcato abbiamo incontrato interlocutori attenti e concreti. Per uscire da questa crisi occorrerà un vicendevole aiuto: noi abbiamo fatto la prima mossa dedicandoci, spesso in silenzio, a chi ha meno di noi. Ci aspettiamo che le istituzioni facciano la loro parte per supportare le nostre attività, altrimenti al termine del periodo di copertura della cassa integrazione, che scade tra meno di due mesi, saranno dolori per moltissime famiglie. Senza un impegno concreto del Governo a tutti i livelli le ripercussioni della crisi rischiano di essere durissime». 

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