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Sabato, 13 Aprile 2024
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Sant'Antonio, decine di migliaia di padovani e fedeli al seguito della processione

Alle ore 16.30 erano già 4.275 i passaggi conteggiati: entro sera di presume di oltrepassare i 5.000 fedeli alle Reliquie e si presume saranno giunte nel Santuario oltre 20mila persone

«Benvenuti in questa giornata di festa all’insegna della ritrovata normalità». Così il Rettore della Basilica padre Antonio Ramina ha salutato sin dalle prime luci dell’alba i pellegrini e i fedeli che anche quest’anno, finalmente liberi da qualsiasi restrizione legata al Covid, tornano a festeggiare il Santo. Già dalle ore 5 del mattino – ancora non albeggiava - piccoli gruppi di pellegrini attendevano l’apertura del portone della Basilica per andare subito a salutare frate Antonio che riposa nella sua Tomba da secoli, sempre pronto ad accogliere preghiere, suppliche, ringraziamenti e richieste di grazia.

Padre Antonio Ramina

«Sant’Antonio ci trasmette sempre i valori fondamentali del Suo messaggio: la pace, la solidarietà nei confronti di chi ha bisogno e il perdono – ha proseguito padre Antonio -. Il tema della Tredicina di quest’anno che ripercorre l’anniversario nel 1223 della predica ai pesci a Rimini, ci deve ispirare a comunicare il Vangelo e a disporci con l’animo dell’ascolto. L’auspicio di questa giornata di festa è che Sant’Antonio ci aiuti a recuperare la pace a partire dalle nostre famiglie, dalle nostre comunità e che questa onda di bene possa arrivare a toccare i cuori anche di chi ha le sorti dei popoli, in Ucraina e in tante zone della Terra desiderose di pace.»

La giornata

La pioggia mattutina, seppure fastidiosa non ha tuttavia fermato il flusso costante di fedeli: tra gli altri gruppi a piedi che sono arrivati da Dolo, da Este, da Torreglia e da San Giorgio delle Pertiche. Molti anche i fedeli che sono arrivati in bicicletta dai paesi della cintura. Nella tarda mattinata – e a seguire per tutto il pomeriggio ­- la pioggerellina ha lasciato il posto ad un pallido sole mentre sul sagrato erano già lunghe le due code che portavano alla Tomba e alle Reliquie con ingresso dalla Porta Nord sul fianco della Basilica e dalla navata centrale per assistere alle celebrazioni che si sono susseguite a ritmo di una Santa Messa all’ora: alle 6.00, alle 7.00, alle 8.00 alle 9.00, alle 10.00 (S. Messa per i Collaboratori e gli Associati al «Messaggero di sant’Antonio», presieduta da S. Ecc.za Mons. Fabio Dal Cin, Delegato Pontificio); alle 11.00 (S. Messa Pontificale, presieduta S. Ecc.za Mons. Claudio Cipolla, Vescovo di Padova ); alle 12.15; alle 13.00 (Comunità Albanese). E poi nel pomeriggio alle 15.30; alle 17.00 (S. Messa Solenne, presieduta da padre Roberto Brandinelli, Ministro Provinciale O.F.M. Conv.). Infine una Santa Messa alle ore 19.00 e l’ultima alle ore 21.00 (Messa dei Giovani animata dai Frati del Centro Francescano Giovani). Per ogni celebrazione tutti occupati gli 800 posti a sedere in Basilica e moltissima gente in piedi nelle navate, per circa un migliaio di persone per ogni celebrazione.

Vescovo

«Sempre stupisce la fede che si legge nel volto, nei gesti e nelle preghiere di chi giunge a questa Basilica – ha predicato Sua Eccellenza il Vescovo Cipolla nella sua Omelia -. Sostare di fronte al flusso delle persone, intuire come stanno, scrutare nel loro profondo per cogliere la loro preghiera e scoprire nel dialogo e nelle strette di mano che il mistero del cuore e della vita di ogni uomo e di ogni donna è ancor più profondo di quanto si possa immaginare è l’insegnamento di questa giornata: un’umanità che come un fiume in piena avanza, inarrestabile, lungo la storia e la vita; un’umanità che spinge gli argini e minaccia di romperli: tanta è la forza e la pressione della vita che domanda pace e giustizia.». Il Vescovo si è poi soffermato su alcuni punti fragili dove gli argini rischiano di rompere: le guerre in Ucraina, nel Sudan ed in altri posti che non si ricordano; l’accoglienza dei migranti; la debolezza delle giovani generazioni.

Ucraina

Alle ore 14.00 un intenso e particolare momento di preghiera comunitaria organizzato dalla Fondazione HOPE UCRAINA, alla presenza del Presidente Marco Toson, in collegamento in diretta con il Santuario di San Stanislao ad Horodok in Ucraina. Il Rettore della Basilica padre Ramina ha pregato dalla Cappella dell’Arca assieme al Vescovo Mons. Leon Dubravskyi OFM e ai fedeli presenti nel Santuario, molto devoti al Santo. «Invochiamo in questo momento di preghiera comunitaria con voi riuniti – ha pregato il Rettore - l’intercessione di Sant’Antonio affinché doni al Vostro Paese la pace, la giustizia e la riconciliazione.»

Fedeli

Intanto alle ore 16.30 erano già 4.275 i passaggi conteggiati. Entro sera di presume di oltrepassare i 5.000 fedeli alle Reliquie e si presume saranno giunti nel Santuario oltre 20 mila persone tra coloro che avranno seguito tutte le celebrazioni, coloro che avranno seguito il percorso dalla Tomba alle Reliquie e quanti seguiranno la Processione. I settanta volontari messi in campo da CISOM, Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta e altre Associazioni (Associazione Carabinieri, Protezione Civile, Croce Rossa e Croce Verde Pronto Conselve, Scout, Arciconfraternita di Sant’Antonio) hanno vegliato tutta la giornata, dalle ore 6 alle ore 20, sull’incolumità dei pellegrini: circa una quindicina (dato rilevato alle ore 16.00) gli interventi di primo soccorso effettuati fortunatamente nessuno di grave entità. Come sempre grande attenzione in questa giornata dalla Pubblica Sicurezza tra le unità presenti di Polizia, Carabinieri e il personale del Comando di Polizia Municipale, impegnate in Zona Prato della Valle e in Basilica, nella viabilità, nell’accompagnare la Processione.

Messa solenne 

«Antonio apostolo instancabile del Regno di Dio – ha predicato il Ministro Provinciale padre Roberto Brandinelli nella Omelia della Messa Solenne delle ore 17 -. Forse sembrerà banale o fin troppo scontato, ma sappiamo bene che la Romagna è stata tristemente protagonista anche in questo 2023, martoriata da un’alluvione le cui cause remote sembrano potersi ascrivere al cambiamento climatico al quale stiamo assistendo ormai da troppo tempo. Dentro a questo tragico evento che ha coinvolto tante persone che hanno perso la vita, i loro beni, i ricordi più cari, il lavoro, la loro quotidianità, si nasconde un richiamo importante che Sant’Antonio aveva fatto suo nella Romagna del suo tempo e che in qualche modo oggi rilancia a noi. Si tratta dell’urgenza che tutti abbiamo di ritornare a Dio. Perché oggi più che mai essere cristiani autentici vuol dire prendersi cura del creato sapendo che c’è un legame stretto tra il Vangelo e la cura del mondo nel quale Dio ci ha collocato. Ce lo ha ricordato molto bene Papa Francesco nell’Enciclica Laudato Si’ sulla cura della casa comune, facendo appello alla necessità di una conversione ecologica. Tra i vari aspetti che fanno di Antonio un Santo attuale - ha proseguito il Ministro Provinciale nella sua Omelia - c’è sicuramente l’invito ad attuare nella nostra vita di credenti e a proporre al mondo una sana relazione con il creato. Una relazione che sia conseguenza di una conversione integrale a Dio. E questa conversione comincia dalle cose semplici e quotidiane della vita: dall’alimentazione, all’uso degli elettrodomestici, dal consumo intelligente dell’energia, alla riduzione e diversificazione dei rifiuti».

Processione

Dopo la Messa Solenne delle ore 17, è uscita secondo il tradizionale percorso (Via del Santo, Via San Francesco, Canton del Gallo, Via Roma, Via Umberto I, Prato della Valle, Via Luca Belludi) la solenne processione per le strade cittadine con la Statua votiva processionale e, al rientro, la benedizione con la Reliquia del Santo dal Sagrato.

Affluenza

Nella giornata di ieri, lunedì 12 giugno, vigilia della Festa, 2.909 pellegrini sono passati dinanzi alle Reliquie e oltre 4.000 già alle ore 15.00 di oggi. Dall’Inizio della Tredicina sino ad oggi 13 giugno, sono quindi 30.840 (35.115 in totale comprensivo del dato rilevato alle 16.30) i passaggi conteggiati, senza contare quelli della giornata di oggi che si presume intorno ai 5.000 pellegrini al termine delle celebrazioni di questa sera, portando quindi a  oltre 35mila ingressi solo alla Cappella del Tesoro dal 31 maggio. Entro fine giornata saranno praticamente esauriti tutti i pani benedetti: 17mila distribuiti dal Messaggero di Sant’Antonio dall’inizio della Tredicina e 12 mila spediti dalla metà di aprile; 6mila 500 panini benedetti dell’Arciconfraternita di Sant’Antonio, distribuiti dalla primissima mattina di oggi sul sagrato della Basilica. Tutte le celebrazioni sono state seguite attraverso canali telematici e televisivi per favorire la maggior partecipazione possibile dei fedeli. Il sito www.13giugno.org che ha consentito di seguire la giornata e interagire compiendo molti dei gesti consueti amati dai pellegrini. Per quanto riguarda l’Italia, 335mila persone sono state raggiunte via facebook; 23 mila su youtube; 10 mila su 13giugno.org; 5 mila su Instagram. Nei momenti di picco collegate oltre 2000 persone contemporaneamente (somma dei vari canali). Sono state accese oltre 12mila candele dall’inizio della Tredicina, di cui 2000 solo oggi. All’estero oggi sono state raggiunte 98 mila persone su facebook e oltre 5mila su june13th.org. In tutta la campagna son state accese oltre 5200 candele virtuali e son stati donati oltre 1700 gigli virtuali al Santo.

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