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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
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La psicologia "dietro" ai regali di Natale: per sceglierli ci vuole empatia

Un regalo può essere in grado di attivare i “neuroni specchio” del nostro cervello che consentono di spiegare fisiologicamente la nostra capacità di porci in relazione con gli altri

Il regalo è investito di un significato simbolico molto importante: anche per questo Natale è partita la corsa e la scelta dei regali che talvolta non coinvolge solo la sfera creativa di una persona ma qualcosa di più profondo. Scegliere il dono giusto implica la conoscenza, la volontà e la capacità di cercare e trovare quell’oggetto che renderà felice la persona che lo riceve; al contrario può diventare una delle tante commissioni e incombenze delle feste natalizie.

Regalo

«Per scegliere il regalo “giusto” ci vuole empatia – spiega Federica Sandi, psicologa, Segretario e Consigliera dell’Ordine delle Psicologhe e Psicologi del Veneto - un termine entrato ormai nel linguaggio quotidiano e un concetto con la quale abbiamo preso confidenza, quella che in psicologia è la capacità di porsi in maniera immediata nello stato d'animo o nella situazione di un'altra persona. Mettiamoci nei panni dell’altro. Guardare il mondo con gli occhi degli altri aiuta a vivere e migliorare i rapporti con le persone. Cercare di capire cosa regalare implica l’ascolto e l’osservazione dell’amico/a, dei genitori, figli, mariti, mogli, fidanzati/e, ma anche il collega o il datore di lavoro. Un regalo importante e costoso non sempre è quello giusto: quante volte ci è capitato di spendere molto e non arrivare al cuore della persona che non si è sentita in quel momento “corrisposta”? L’ispirazione nasce dall’ascolto e dall’osservazione dei bisogni e dei desideri degli altri, al contrario diventa una check-list da spuntare».

Quattro dimensioni

«La scelta di un regalo - continua Sandi - può spaziare su quattro dimensioni che corrispondono a stati emotivi e fasi della vita della persona. Potremmo scegliere una cosa/esperienza che le può piacere (l'amante del caffè a cui far assaggiare una tipologia particolare). Pensare a qualcosa che potrebbe confortarla e farla stare bene. Per essere concreti, una persona che sta attraversando un momento difficile e desidera trovare un momento per fermarsi e riposare, una buona tisana potrebbe essere il dono perfetto, “ho pensato a te”. Per coloro che hanno iniziato un nuovo lavoro o per chi ha espresso il desiderio di migliorare l’inglese, un romanzo in lingua originale porta con sé un messaggio: “ti ho ascoltata/o”. Le ultime due dimensioni sono legate alle necessità contingenti della persona (avrebbe bisogno di sostituire i guanti ormai usurati ma non se li può permettere) e alle spinte verso il futuro (un bambino ha appena iniziato a leggere ed è il momento giusto per un libro un po’ più complesso per fortificare questa competenza)».

Neuroni specchio

Un regalo può essere in grado di attivare i “neuroni specchio” del nostro cervello che consentono di spiegare fisiologicamente la nostra capacità di porci in relazione con gli altri. Quando vediamo qualcuno compiere un’azione, nel nostro cervello si attivano gli stessi neuroni che agiscono quando siamo noi a compiere quella stessa azione. «I neuroni specchio - conclude Sandi - ci aiutano ad essere più empatici: tutti abbiamo capacità empatiche, nessuno può dire di essere completamente privo di empatia anche dal punto di vista neurologico».

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