Lunedì, 20 Settembre 2021
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Scarpe uniche all’asta: Quellogiusto e Jacopo De Carli, restauratore di sneakers, per l’associazione Down Dadi

Domenica 12 settembre un workshop con De Carli organizzato dall’azienda veneta Quellogiusto al Future Vintage Festival, ora le scarpe verranno vendute all’asta e aiuteranno le attività dell’associazione Down Dadi

È sicuramente il mix giusto tra il sapiente lavoro artigianale e l’estro e la fantasia dei millennial. Stiamo parlando di Jacopo De Carli , restauratore di sneakers e artigiano delle scarpe. È il personaggio giusto, per giocare con le parole, che l’azienda veneta Quellogiusto, catena retail di calzature che conta oggi ben 14 negozi tra Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, ha scelto come “maestro” e testimonial lo scorso fine settimana, nel workshop organizzato all’interno del Future Vintage Festival di Padova, nei giardini dell’Arena dello Chic Nic.

Restauro e personalizzazione delle sneakers

A De Carli il compito di raccontarsi e mostrare sul campo come si restaurano e personalizzano le sneakers, di cui lui ne è diventato un simbolo, richiestissimo dalle community di appassionati, dagli stessi marchi internazionali e dai personaggi famosi come Cattelan, Fedez o l’attore Michael Rapaport di Prison Break solo per citarne alcuni. Tanto da farne una fortuna, aprire un laboratorio a Milano e lanciare un suo prodotto, richiestissimo per la pulizia, il DCJ. A Quellogiusto il compito invece di affidargli un paio di sneakers total white, ovviamente nuove, da rendere uniche come unica sarà l’asta alla quale verranno vendute.

«Mi guardavano come un pazzo»

«Che poi certo – ci spiega De Carli seduto in un divanetto rigorosamente vintage – io ascolto quello che mi chiede il cliente ma ci metto il mio, non riesco a lavorare su commissione, sono pur sempre un artista! Non ho segreti particolari, ma soprattutto all’inizio quando mi guardavano come un pazzo perché distruggevo scarpe nuove che costavano magari un occhio della testa, io andavo avanti pensando a mio nonno che mi diceva sempre - Qualsiasi sia il percorso che fai, vai avanti a battere il martello, non andare a ricercare la strada giusta, perché quando batterai il martello la riconoscerai subito. E quella strada la vedete ora qui, dopo che ho battuto il martello da ciabattino!».

Le idee

Una strada che ora Jacopo De Carli vorrebbe condividere con giovani dalle idee brillanti, uniche, magari in controtendenza. Vorrebbe investire su queste idee, come allora qualcuno ha fatto con lui. Non svela ancora quale potrebbe essere questo progetto con i giovani, ma è a loro che guarda raccontando anche a Padova il suo lavoro.

«A volte ho in mano una Ferrari delle scarpe e la distruggo»

«In questo workshop per Quellogiusto ho voluto far vedere cosa ci può essere dietro questo tipo di lavorazione, insegnare qualcosa magari agli appassionati che vogliono prendere spunto e mostrare come non è tutto così semplice e scontato del mio lavoro così strano. Certo a volte ho in mano una Ferrari delle scarpe e la distruggo, ma è questo che chiede il mercato e che io ho seguito». De Carli racconta proprio come sia stata una buona dose di fortuna, le persone giuste a fianco e un pizzico di follia, accanto alla passione per il proprio lavoro, a farlo convergere verso quella nicchia del mercato delle sneakers.

Il cambiamento

«Anche perché – confessa – io non sono né un appassionato di sneakers, né un collezionista di scarpe, ma allora, quando ho iniziato, ho capito che c’era una falla sul mercato. Tanti collezionisti e appassionati di sneakers ma nessuno, di livello che potesse aiutarli per la pulizia, restauro e della creazione di cose particolari. Era tutto focalizzato sul mercato americano. E così dalla mia base classica (lavoravo per brand di lusso) mi sono spostato sul mondo sneakers».

Il passaparola, “quello giusto”

«Le prima scarpe che ho distrutto e personalizzato – continua il calzolaio 2.0 – sono oggi le più importanti che ci sono nel mercato mondiale, che hanno un valore di 20-30 mila euro al paio…io quando le ho prese in mano e ho cominciato a lavorarle non sapevo neanche cosa fossero e quanto valessero. Poi da lì è bastato un passaparola, “quello giusto”, per avere una schiera di clienti importanti, ma non solo. Inizialmente, dopo essermi trasferito da Pavia, dove sono nato, a Milano, andavo nei negozi di scarpe vicino a casa, dove vendevano sneakers e chiedevo se volessero rimetterle a nuovo o comunque personalizzarle. Quando ho cominciato ad averne una cinquantina per le mani ho capito che quello poteva essere il mio business e la mia linea, senza dover lavorare per qualcuno».

Le richieste più particolari?

«L’ultima due giorni fa, per uno sposo che voleva una scarpa unica per il suo matrimonio. Mi hai detto voglio una cosa esagerata, fai tu e mi ha dato da sistemare un paio di scarpe rosa. Ho ancora un paio di sneakers, in voga nel mercato americano, che mi è stato chiesto di rendere vecchie.. in pratica ho distrutto un paio di scarpe nuove che costano 10 mila euro».

Scarpe in vendita

E se suo padre, come ha raccontato, pensa ancora oggi che Jacopo venda aria fritta, non ne comprende la genialità del suo lavoro, sicuramente potrebbe essere orgoglioso di quello che ne sarà delle scarpe di Quellogiusto customizzate dal figlio.

Un’asta per beneficenza

Quel paio uscite dal workshop di Padova verranno preste messe all’asta da Quellogiusto e il ricavato andrà in beneficienza all’associazione Down Dadi, con la quale l’azienda ha un rapporto di amicizia, vicinanza e partnership.

I dettagli dell’asta benefica verranno presto comunicati dall’azienda attraverso tutti i canali di comunicazione e social e naturalmente attraverso i punti vendita Quellogiusto, azienda che conta oggi 300 dipendenti e 60 milioni di fatturato con 14 negozi in Veneto, Friuli ed Emilia ed uno Shop Online che vende in tutta Europa.

Perché la scarpa, come ha giustamente sottolineato l’artista ciabattino Jacopo De Carli «oggi rappresenta la persona, il suo mood, la sua crew, è un modo per capirsi per strada, soprattutto tra i ragazzi. È il segno di riconoscimento. Sei uno skater, sei per le Nike o per l’Adidas. Insomma un accessorio, a volte e per qualcuno, più importante dei pantaloni o delle cose che indossi e che ti contraddistingue».

Foto articolo da comunicato stampa

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