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L’unione fa la forza: un successo per le “Scatole di Natale” solidali consegnate a chi è in difficoltà

Il progetto padovano è nato dalla volontà di un gruppo di amiche che hanno deciso di affidandosi alla ricca rete veneta di associazioni aiutare persone in difficoltà, seguite quotidianamente dalle cucine economiche popolari e dall’Associazione beati i costruttori di pace

Nato a Padova in sole 24 ore, il 1 di dicembre 2020, il progetto “Scatole di Natale Padova”, ha messo in pochissimo tempo in rete individui, associazioni, organizzazioni, tutti uniti senza colori o bandiere nel comune intento di donare un sorriso a chi è più in difficoltà.

L’idea

L’idea iniziale nasce a Milano, grazie una privata cittadina che si è attivata per regalare un momento di serenità a persone con disagi, senza fissa dimora, sole (vedi pagina Facebook Scatole di Natale Milano), ma l’iniziativa era replicabile liberamente, con l'invito a condividere con il progetto “madre” foto e risultati al termine dell’esperienza.

Il progetto a Padova

Il progetto padovano è nato dalla volontà di un gruppo di amiche (Giorgia Dragotto, Daria Fallido, Glenda Spiller, Cristina Varotto, Sara Zanferrari) che hanno deciso di replicare l’esperienza affidandosi alla ricca rete veneta di associazioni – Padova non per niente è Capitale Europea del Volontariato 2020 -. Tra queste sono state individuate come realtà adatte alla distribuzione l’associazione Orto di Marco, la ONG Beati i costruttori di pace e le Cucine economiche popolari, e a ruota hanno seguito altre associazioni, parrocchie, singoli cittadini.

Come funzionava il progetto?

Prendi una semplice scatola da scarpe e mettici dentro:

1 cosa che tenga caldo (guanti, sciarpa, scaldacollo, cappellino, maglione, coperta ecc.);
1 cosa golosa (caramelle, cioccolata, mandorlato ecc);
1 passatempo (libro, rivista, sudoku, matite colorate ecc.);
*1 prodotto di bellezza *(crema idratante, bagno schiuma, profumo, dentifricio o uno spazzolino per bambini ecc.);
1 biglietto con parole gentili... perché le parole fanno bene al cuore (per i bambini potrebbe essere un disegno fatto dal vostro bambino, un giocattolo integro e completo, un libretto di racconti per bambini ecc).

Una volta raccolto tutto, le persone dovevano incartare la scatola, decorarla e scrivere in un angolo se fosse destinata a donna, uomo o bambino/a (e fascia età).

Dove consegnarla, i punti di raccolta

Nella pagina Facebook www.facebook.com/scatoledinatalepadova sono stati pubblicati i riferimenti dei punti di raccolta. Sono stati ben 86 i punti di raccolta, che hanno coperto un po’ di zone “chiave” dalla città e della provincia, in modo che i donatori non dovessero fare troppa strada.

I beneficiari

Sono stati 72 i gruppi e associazioni che hanno distribuito i pacchi. I beneficiari sono state persone in difficoltà, seguite quotidianamente dalle Cucine economiche popolari e dall’Associazione beati i costruttori di pace, a cui poi sono seguite tante altre associazioni. La lista è in fondo al comunicato.

La collaborazioni

Le consegne sono state possibili anche grazie alla collaborazione con Re.T.E. Solid.A. delle Acli Padova e Rovigo che ha messo a disposizione braccia e la propria fitta rete di conoscenze sul territorio per far arrivare la solidarietà a destinazione.

Re.T.E. Solid.A.

Re.T.E. Solid.A. è il progetto di solidarietà promosso dalle Acli Padova Acli Provinciali di Padova e Rovigo e sostenuto dalla Fondazione Cassa Di Risparmio Di Padova E Rovigo , con la partecipazione del Comune di Padova, della Provincia di Padova, della Prefettura di Padova, della Caritas Padova , della Provincia di Rovigo, dell’associazione Bandiera Gialla Onlus Rovigo  e di altri Enti pubblici e del privato sociale.

Un nuovo circuito di solidarietà

Il progetto è nato con la finalità di creare un nuovo circuito di solidarietà, intesa come valore fondamentale di sviluppo sociale e civile, di sostenere l’assistenza e favorire il processo di inclusione sociale, di organizzare interventi innovativi ed integrare quelli esistenti in una rete territoriale di servizi di sostegno Tra chi ha sostenuto il progetto anche il disegnatore e fumettista padovano Claudio Calia, che ha donato la sua interpretazione artistica del progetto con un logo su misura.

Un record

«Abbiamo creato la pagina martedì mattina e in 24 ore abbiamo raggiunto più di 100mila persone! – raccontano le creatrici - Siamo state letteralmente travolte, un vero esercito, segno della bontà dell’iniziativa, ma non solo: è importante il segnale che è arrivato dal territorio, ovvero che nonostante le difficoltà non stiamo perdendo la nostra umanità. Questo piccolo progetto è divenuto grande nel giro di poche settimane, ed è stato contagioso, diffondendosi in tutto il Veneto, volendo usare una terminologia a cui il Covid 19 ci ha purtroppo abituato in questo 2020.

Sono tante le persone volonterose e sensibili alle problematiche altrui. E’ stato un Natale sicuramente diverso, che ci sta mettendo alla prova, che ci ha chiesto rinunce, ma allo stesso tempo ha offerto nuove possibilità di incontro con l’altro, con persone più lontane, alle quali magari in passato non abbiamo pensato che fugacemente. Ora invece le fragilità si stanno prepotentemente facendo sentire e ci danno la chance di metterci alla prova personalmente e donare un pezzetto del nostro tempo e di noi stessi.

La rete di solidarietà padovana ancora una volta si è confermata. Padova è davvero una città solidale e capitale del volontariato!

L’idea se vogliamo era semplice, ma non altrettanto lo era raccogliere, stoccare e poi consegnare le scatole. Di sicuro non sarebbe stato possibile per noi 5 donne da sole portare a termine tutto se non ci avessero affiancato tutte queste realtà padovane. Un plauso e un ringraziamento sono doverosi a tutti gli attori in campo, a cominciare da Casa a colori che ci ha messo a disposizione la grande sala dove abbiamo fatto arrivare e ripartire le scatole. Senza dimenticare le persone “singole” (vedi foto) che si sono offerte gli ultimi 10 giorni per stoccaggio e consegna: senza le loro indispensabili braccia davvero non ce l’avremmo mai fatta! Grazie grazie grazie Padova».

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