Arte Padova 2013, dove l’arte sposa i prodotti di eccellenza locali

L'agricoltura di qualità e l'arte si uniscono per dire no alla contraffazione

Prodotti di eccellenza di un territorio e opere d’arte, piacere per il palato e per la vista, insieme in un unico evento: le tipicità di stagione padovane quest’anno entreranno per la prima volta ad “Arte Padova”, la Mostra mercato d’arte moderna e contemporanea a Padova Fiere che si svolgerà dal 15 al 18 novembre. I principali prodotti agroalimentari “made in Padova”, firmati dagli agricoltori, saranno presenti al padiglione 2 della mostra, suddivisi in esposizioni dedicate ai vini delle Doc padovane, ai formaggi e agli insaccati, agli animali di bassa corte e all’olio extravergine dei Colli Euganei, ma anche il miele e l’ortofrutta bio, le farine speciali, il latte fresco e le piante aromatiche.
 

Uno spazio, quindi, dove, oltre alla possibilità di acquistare i prodotti tipici del territorio, si approfondisce la conoscenza delle eccellenze “nostrane” attraverso degustazioni gratuite guidate di Vini Doc e Docg padovani, grappe, liquori, miele, formaggi, olio extra vergine di oliva dei Colli Euganei, Prosciutto Veneto Berico Euganeo Dop, Carni (pollo latte e miele, pecora, oca, anatra).
 

Ad “Arte Padova”, si legge nelle nota di Coldiretti, l’agricoltura di qualità e le eccellenze del territorio si presentano in qualità di “alleate” dell’arte e della cultura per dire no ad ogni forma di contraffazione. Questa è una vera e propria piaga che colpisce, infatti, tutti i settori del “made in Italy”, in particolare quelli ad alto tasso di creatività o strettamente legati alla terra d’origine. Coldiretti Padova ricorda che il “tarocco” in ambito agroalimentare costa miliardi di euro di mancato reddito da parte degli agricoltori a causa della concorrenza sleale di chi mette sul mercato prodotti contraffatti.
 

Un fatturato, che ha superato i 60 miliardi di euro e che pone l’attenzione sulla necessità di una lotta immediata all’agropirateria. Risolvendo questo problema, Il fatturato delle esportazioni agroalimentari nazionali, che ha raggiunto la cifra record di 34 miliardi nel 2013, potrebbe addirittura triplicare. Anche se non dobbiamo dimenticare, conclude Coldiretti, il danno provocato all’immagine dei prodotti nostrani soprattutto nei mercati emergenti dove spesso il falso è più diffuso del vero e condiziona quindi negativamente le aspettative dei consumatori. Il cosiddetto “Italian sounding” colpisce i prodotti più rappresentativi dell’identità alimentare nazionale. 

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