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Il Covid rimette al centro la logistica: da punto fermo in lockdown, ai progetti per il futuro

I maggiori protagonisti del settore si sono confrontati nella due giorni di Green Logistics Intermodal Forum, evento che nel rispetto delle disposizioni anti contagio, si è svolto online

Logistica post Covid-19, ritorno al passato o resilienza trasformativa? È questo l'interrogativo posto al centro della due giorni di confronto e dibattito online avvenuto nei giorni scorsi tra i leader del settore che hanno preso parte al Green Logistics Intermodal Forum, evento che ha avuto luogo sulla piattaforma digitale della Fiera di Padova.

Pur soffrendo inevitabili perdite nei volumi dei traffici, la logistica non si è mai fermata a livello nazionale e internazionale nei mesi del lockdown confermando nei fatti il ruolo strategico che svolge per il sistema economico e la tenuta sociale del nostro Paese. 

Alcuni protagonisti del panorama logistico italiano hanno portato la loro esperienza: “L’intermodalità ha dimostrato la sua grande resilienza in questa fase di crisi dovuta alla pandemia e infatti il trasporto combinato anche nel nostro interporto ha garantito i collegamenti con il centro Europa quando il trasporto stradale era bloccato alle frontiere - ha dichiarato Nicola Boaretti direttore generale dell’Interporto Quadrante Europa - Questo sottolinea il ruolo strategico che interporti e porti hanno per l’economia del Paese e credo che queste infrastrutture non debbano passare in mani straniere, spostando altrove il luogo dove si  definiscono le strategie globali della logistica. Credo che il Governo lo abbia compreso immaginando l’estensione della golden share anche agli interporti”. 

“Crediamo che il Covid accelererà gli investimenti in software che il nostro settore ha già iniziato a fare, e che sono molto utili per aumentare l’efficienza degli interporti - ha sottolineato Claudio Ricci Ad di Interporto Campano - ha messo in evidenza come la crisi pandemica abbia accelerato dinamiche già presenti nel settore. Certo, ci sono degli investimenti infrastrutturali da realizzare,  dobbiamo eliminare i  colli di bottiglia, migliorare le direttrici nord sud, ma la digitalizzazione eliminando sprechi e ineffcienze rende già da sola molto più sostenibile il trasporto non solo da un punto di vista ambientale, ma anche da quello economico”.

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Zeno D’Agostino, presidente dell'autorità portuale dell’Adriatico orientale (porti di Trieste e Monfalcone) ha acceso un faro su due aspetti importanti: “Dobbiamo essere capaci di immaginare che il nostro sistema, in caso di emergenza, sia in grado di disconnettersi dalle reti globali, lo sta facendo ora per il Covid, senza perdere le connessioni fondamentali  a sostegno l’economia. Una capacità di resilienza che la ferrovia e l’intermodalità stanno dimostrando di garantire.   Ancora fondamentale è la capacità di avere idee che servono tanto, se non più delle risorse economiche: per fare un esempio comprensibile, la Cina sta ricolonizzando l’Africa non perchè ha grandi risorse economiche, o almeno non solo, ma perchè ha idee e progettualità precise a lungo e medio termine”. 

Un tema ripreso anche da Marco Spinedipresidente di Interporto Bologna: “Arriveranno i soldi dall’ Europa ma dobbiamo evitare il pressapochismo nella loro gestione. Bisogna realizzare le infrastrutture che servono, ma attenti a non farle il male".

Riccardo Maria Montipresidente di Interporto Sud Europa – Marcianise, ha spiegato: “La logistica è fondamentale per la sostenibilità ambientale, e uno dei nodi è portare il più possibile le merci sulla rotaia. Ma altrettanto importante è la digitalizzazione  grazie alla quale si riducono I tempi morti, le code dei camion, introducendo in tutto il lavoro tutte le semplificazioni e facilitazioni possibili”.

Marco Gosso, Ad di Mercitalia ha sottolineato il ruolo del trasporto merci nelle settimane del lockdown: “Abbiamo lavorato sempre senza mai fermarci in Italia e all’estero, con tutte le misure di sicurezza. Alcuni ambiti hanno segnato una flessione dei volume, altri hanno retto o addirittura, sull’internazionale, hanno evidenziato una crescita della domanda. Bisognerà fare in modo che i servizi acquisiti dal ferroviario non tornino poi al tutto strada anche a fronte dell’attuale eccesso di offerta di trasporto che si gioca molto sul fronte delle tariffe”.

Sergio Gelain, presidente di Interporto Padova, ha evidenziato i risultati positivi degli investimenti fatti in automazione e informatizzazione: “Non abbiamo avuto flessioni dei traffici intermodali in questi mesi e questo anche grazie ingenti agli investimenti fatti negli ultimi anni: gru elettriche a portale, binari da 750 metri automazione degli ingressi stradali e ferroviari al terminal  e speciali software di gestione delle movimentazioni. Le nuove tecnologie danno grandi risultati ma richiedono uno sforzo enorme non solo per gli investimenti necessari ma anche per la formazione del personale”.

Il presidente di UIR, Matteo Gasparato ha sottolineato: ”Oggi è ormai consolidato il ruolo strategico ricoperto della Rete degli interporti italiani nel perseguire politiche di sviluppo e modernizzazione del Paese e quindi nel promuovere interessi pubblici di livello generale. Anche per questo è in fase di discussione alla Camera dei Deputati una proposta di provvedimento legislativo che si inquadra nella necessità di fornire una solida disciplina generale in materia di Interporti e di rete interportuale nazionale. Questa revision che ci vede favorevoli si rende ormai urgente a causa del ruolo sempre più rilevante a livello trasportistico assunto nel corso del tempo dagli enti interportuali. L’obiettivo è di avere una maggior coerenza fra politiche Ue, politiche nazionali attraverso nuovi e specifici organismi e strumenti di coordinamento”.

Di grande qualità anche i contenuti emersi nei due eventi principali: il primo dedicato all’intermodalità e al ruolo di interporti e porti, ha evidenziato il ruolo che la logistica, e il trasporto intermodale in particolare, hanno svolto nei mesi del lockdown per l’economia e la tenuta sociale del Paese. Tutti i relatori hanno convenuto con la necessità di partire da qui per mettere la logistica al centro del dibattito pubblico e politico del prossimo futuro, sia per le necessità infrastrutturali del settore sia per quelle di governance e gestione delle attività quotidiane: "C'è la necessità di muoversi assieme" hanno sottolineato. 

Un concetto abbracciato anche dai promotori e sottoscrittori della Carta di Padova, documento con cui 13 associazioni, non solo della logistica, si impegnano ad azioni concrete per la sostenibilità del settore. Un manifesto che riconosce l'urgenza di impegnarsi per una logistica sempre più sostenibile: un check-point, una presa d’atto dell’esigenza di lavorare congiuntamente alla definizione di nuovi paradigmi che tengano in considerazione la necessità di muovere merci in maniera più sostenibile ed efficiente. La Carta di Padova è un impegno per il futuro.

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