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L'intervista ad Anna Fagotto, la vincitrice della sesta edizione dell'iniziativa di The Adecco Group CEO for One Month

Anna Fagotto è la vincitrice in Italia del talent program CEO for One Month di The Adecco Group ed ha avuto l'opportunità di affiancare il CEO Andrea Malacrida nel suo lavoro quotidiano: ecco com'è andata!

CEO for One Month è il talent program di The Adecco Group, nato con l'obiettivo di scovare i migliori giovani talenti a livello nazionale ed internazionale ed offrire loro la possibilità di affiancare per un mese gli Amministratori Delegati di The Adecco Group nei rispettivi 47 Paesi. 

Arrivata alla sesta edizione in Italia, l’iniziativa offre un’opportunità davvero straordinaria, ovvero quella di affiancare per un mese Andrea Malacrida, l’Amministratore Delegato di una multinazionale come The Adecco Group, lavorando sul campo gomito a gomito (ma sempre nel rispetto del distanziamento sociale) e osservando come si delineano le strategie di business, come si prendono decisioni, come ci si interfaccia con i capi dipartimento e con i clienti, seguendolo anche in visita dai clienti stessi e in trasferta. 
Inoltre, questa opportunità è anche il trampolino di lancio per accedere al Bootcamp internazionale, alla conquista di un posto da Global CEO for One Month in autunno, al fianco di Alain Dehaze, l’attuale CEO di The Adecco Group a livello mondiale.

Dopo l'intenso processo di selezione, ricalibrato in maniera 100% digitale alla luce della situazione d’emergenza, tra test psicometrici, colloqui telefonici, videointerviste, assessment di gruppo, sfide individuali e avvincenti lavori di squadra, Anna Fagotto è stata nominata CEO for One Month 2020, lavorando a fianco di Andrea Malacrida per l'intero mese di Luglio. Classe 1997, Anna è stata scelta tra le oltre 11.600 candidature pervenute quest’anno, superando con successo tutte le prove previste e spiccando per carisma, sensibilità e intraprendenza.
Anna Fagotto proviene da Bibione, in provincia di Venezia, ed ha una formazione internazionale, tra studio e lavoro in Australia, Albania, Germania e Spagna. Inoltre, ha conseguito una laurea triennale in Ingegneria Gestionale, presso il Politecnico di Milano, e un Master of Science in International Management, presso la Esade Business School di Barcellona.  


Quali sono le motivazioni che ti hanno spinta a partecipare a CEO for One Month?

Inizialmente sono stata attratta da questa opportunità grazie al grande lavoro di promozione svolto da The Adecco Group, ma sin dalle selezioni è stato chiaro come CEO for One Month sia l'unico talent program, perlomeno in Italia, che ti permette di provare davvero cosa significa lavorare in una posizione manageriale.
Sono una persona molto determinata, e ritrovarmi in uno spazio in cui poter parlare, esprimere le mie idee e in cui chi ti circonda si approccia in maniera chiara, che ti fa capire quale sarà poi il tuo ruolo nel futuro, mi ha fatto capire di essere nel posto giusto.

Come hai vissuto l'esperienza delle selezioni?  

Indubbiamente il periodo delle selezioni è stato durissimo: stavo terminando gli studi per il master in International Management a Barcellona, ero anche rappresentante di classe e con la pandemia dovuta al Covid-19 la situazione si è ulteriormente complicata.
È stato un percorso in salita, che però mi ha dato moltissimo, sia in termini di esperienza e learning che a livello umano: ho conosciuto persone stupende, il top dei talenti italiani con cui ho condiviso un percorso di crescita, anche se difficile e ricco di sfide, che ci ha unito. Ragazzi e ragazze con cui sono ancora in contatto e che mi scrivono quando sanno che ho delle sfide da affrontare, sostenendomi e supportandomi. Come per tutti i percorsi in salita le soddisfazioni sono state, e sono tutt'ora, tantissime.

Cosa hai provato quando hai saputo di aver vinto CEO for One Month? 

La cosa divertente è che non mi aspettavo assolutamente di vincere, ho realizzato di essere ad un passo dalla vittoria quando ho sentito pronunciare il mio nome. Quando ho visto il mio nome sullo schermo non riuscivo a crederci, appena ho realizzato di aver vinto sono stata molto felice e ho provato tantissime emozioni diverse, ma soprattutto confusione, commozione ed eccitazione, anche perché ho capito che da quel momento sarebbe iniziata la vera sfida.

Che cosa ti aspettavi da questa esperienza? E come è stata in realtà?

Sono una persona che normalmente tende a non crearsi aspettative, ma in questo caso ne avevo di ben precise, anche perché stavo per approcciarmi ad una esperienza completamente nuova. E la cosa bella è che le mie aspettative sono state ampiamente superate: in un clima così ricco di professionisti mi aspettavo di ricoprire un ruolo più passivo, in cui ascoltare e imparare rimanendo accanto a loro. Invece, ho apprezzato tantissimo la volontà di farmi partecipare attivamente da parte di tutti i manager dell'azienda e la possibilità di avere un ruolo molto più attivo: non ero io che facevo domande a loro ma loro a me!
Un'altra aspettativa superata è stata quella di aver viaggiato tanto nonostante il periodo Covid, ovviamente sempre in sicurezza. Abbiamo visitato la filiale di Bari, Taranto, Ancona, Ascoli Piceno - tantissimi viaggi, trasferte ed esperienze che non mi aspettavo di fare e che mi hanno permesso di inserirmi a 360 gradi in tutto l'ecosistema di The Adecco Group. È stato davvero bellissimo.

Qual è stata la sfida più impegnativa che hai dovuto affrontare durante il mese di affiancamento?

Le sfide sono state tantissime, ma forse quella che le riassume tutte è la capacità di dover essere sempre pronta e attenta a tutto. Quando sei all'università, tra esami e lezioni, puoi permetterti di staccare ogni tanto, mentre qui la cosa più difficile è stata proprio rimanere sempre attiva e reattiva, osservare tutto con curiosità ma anche porre le domande giuste, anche perché in questa situazione hai talmente tante opportunità di imparare e conoscere che se non presti sempre la giusta attenzione rischi di perdere qualcosa e di non sfruttare al meglio l'occasione.

Che cosa hai imparato da questa esperienza? 

Innanzitutto ho imparato l'importanza di condividere la cultura dell'azienda se vuoi lavorare bene in quel contesto, un aspetto che sottovalutavo e che ho imparato grazie a questa a questa esperienza: The Adecco Group non è solo il "posto" dove vai a lavorare ma anche una famiglia, e le persone che percepiscono questo aspetto all'interno di un'azienda lavorano meglio e più serenamente. Questo è un insegnamento che mi porterò sempre con me.
Inoltre, ho imparato che lavorare in un grande gruppo significa anche scendere a grandi compromessi: riuscire a trovare una sintesi in grande diversità e grandi realtà è molto difficile ma, allo stesso tempo, molto importante, e per raggiungere questo obiettivo è fondamentale parlare con le persone, fare domande, conoscere e visitare le filiali, per entrare in contatto con diverse realtà.
Infine, anche se può sembrare scontato, il concetto chiave per eccellere in ambito business ed essere bravi manager è la comunicazione e alla base di una comunicazione efficace c'è sempre una relazione ben costruita: per essere bravi comunicatori bisogna stabilire una forte rete di relazione, e per costruire relazioni efficaci è fondamentale imparare ad ascoltare.

Quali sono gli aspetti che più hai amato e che vorresti magari ritrovare in futuro?

Oltre agli aspetti già citati, come i viaggi, le esperienze sempre diverse e le opportunità di imparare, un aspetto che ho amato molto e che vorrei ritrovare in futuro è la dimensione familiare dell'azienda, il clima di complicità che avevo percepito già dalle selezioni, e la possibilità di passare momenti piacevoli e di condivisione con i colleghi.

Quali sono le doti personali e gli aspetti professionali da sviluppare per diventare CEO?

Per diventare un buon CEO è fondamentale imparare a comunicare ed essere bravi comunicatori, un aspetto di cui ho parlato più volte con i manager dell'azienda: per essere bravi comunicatori bisogna innanzitutto imparare ad ascoltare, fare le domande giuste ed adattarsi al contesto e alle persone con cui si entra in contatto. Io credo di aver vinto anche per questo, per la mia sensibilità e per la mia capacità di adattamento in base alla persona che avevo davanti, che non vuol dire mentire o non essere sé stessi, ma saper ascoltare ed adattarsi, nel rispetto di sé stessi e degli altri.

Cosa ti aspetti dal futuro? Quali sono le tue ambizioni e i sogni da realizzare?

Il mio sogno è riuscire a rendere la sostenibilità un qualcosa di conveniente economicamente per tutti, non un obbligo, ma soprattutto un incentivo. In futuro, mi vedo a lavorare in un'azienda che investe molto nelle persone e nelle tecnologie, che abbia una visione mirata alla sostenibilità non solo in termini di business, ma anche di utilizzo delle risorse e di spesa e che punti tutto sulla sinergia tra lo sviluppo tecnologico, la sostenibilità ambientale e finanziaria e l'attenzione verso le persone.

Che consigli daresti a tutti gli altri giovani talenti che vorrebbero seguire i tuoi passi e partecipare alla prossima edizione di CEO for One Month?

Una delle esperienze che mi ha insegnato di più nella vita è stato il progetto umanitario in Sud Africa cui ho partecipato a Gennaio 2020, e grazie a questa esperienza mi sono veramente resa conto di quanto nella vita sia tutto relativo. Il consiglio che quindi do a tutti i ragazzi della mia età, ma anche alle persone in generale, è di buttarsi e non avere paura, perché non abbiamo niente da perdere, solo da guadagnare. Che si vinca o si perda c'è sempre e comunque una learning opportunity irripetibile, una possibilità di imparare cose nuove su sé stessi e sugli altri: vivere con la paura di far le cose ti fa costruire una vita di rimorsi, impariamo a buttarci senza avere paura, essendo sicuri di aver fatto il possibile per essere preparati.

Come è stato lavorare al fianco di Andrea Malarida? Che cosa hai imparato e cosa invece senti di aver donato a lui?

Lavorare con Andrea è stato davvero molto stimolante, è una persona molto diretta che ti aiuta ad imparare in fretta, soprattutto se sei umile e ti metti nella posizione di imparare. Grazie ad Andrea ho imparato ad essere anche io più diretta e ad approcciarmi ad una realtà completamente diversa dalla mia.
D'altro canto, sono una persona curiosa, che ama fare domande e condividere suggerimenti ed idee: in questo senso, credo di aver dato a lui una visione più "leggera" delle cose, come anche nell'approcciare i problemi e  nell'affrontare le sfide.

Per concludere, grazie a questa opportunità ho scoperto un'Italia che non mi aspettavo: ho lavorato e studiato molto all'estero, e mi sono stupita di quanto il nostro Paese sia stato bravo a gestire la crisi Covid, scoprendo tantissime realtà meravigliose ed una rete di imprenditori che hanno voglia di fare, di innovare, di trovare soluzioni alternative, di rischiare. Un aspetto che mi ha dato grande positività e che è importante ricordare e sottolineare, soprattutto in questo momento di ripresa.

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