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Alpinista padovano conquista vetta della "Dea Turchese" sull'Himalaya

Nicola Bonaiti, 46 anni, istruttore del Cai a Padova, insieme ai compagni di cordata cuneesi Alice Cavallera e Alberto Pacellini, ha raggiunto l'apice dello Cho Oyu: la sesta montagna più alta al mondo

Nicola Bonaiti

Con i suoi 8.201 metri, è la sesta montagna più alta al mondo. La vetta dello Cho Oyu, chiamato anche la "Dea Turchese", parte del gruppo dell'Himalaya, è stata conquistata dall'alpinista di Teolo Nicola Bonaiti, 46 anni, istruttore del Cai a Padova, insieme ai compagni di cordata cuneesi Alice Cavallera, 30 anni, e Alberto Pacellini, 32 anni, a loro volta istruttori del Cai di Cuneo. Il trio ha impiegato tre giorni per l'ascensione finale, senza l'ausilio delle bombole d'ossigeno e senza l'aiuto di portatori. Un traguardo che è anche una rivincita, visto che l'anno scorso avevano tentato di scalare un "ottomila", il Manaslu, ma erano stati bloccati dal maltempo a poche centinaia di metri dalla vetta.

LE TAPPE. L'avventura dei tre alpinisti italiani questa volta era cominciata il 30 agosto, con l'arrivo a Kathmandu, la capitale del Nepal. Dopo alcuni giorni necessari ad ottenere i permessi burocratici, i tre alpinisti si sono spostati nell'Himalaya tibetano e il 12 settembre hanno raggiunto il campo base avanzato del Cho Oyu, a 5.700 metri. La spedizione è entrata nel vivo nei giorni successivi, quando gli scalatori hanno compiuto una prima salita per allestire il campo 1 (6.400 metri d'altezza) e poi il campo 2 (7.150 metri). Dopo il ritorno al campo base e alcuni giorni di riposo, il gruppo ha attaccato la vetta venerdì 26 settembre: partenza a notte fonda per l'ultima salita, con mille metri di dislivello. Quattordici ore di fatica e poi l'arrivo sulla vetta della "Dea Turchese".

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